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10 Gennaio 2026 - 07:32
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
In un territorio conosciuto nel mondo per l’eccellenza gastronomica, c’è un luogo dove il valore del cibo non si misura in stelle o recensioni, ma in attenzione, rispetto e umanità. È qui che nasce “A cena con…”, il nuovo progetto della Caritas diocesana di Alba, un’iniziativa capace di unire mondi che raramente si incontrano: l’alta cucina e la fragilità quotidiana.
Dal 15 gennaio fino a novembre 2026, 14 chef delle Langhe e del Roero – di cui 6 stellati – entreranno, uno alla volta, nella cucina della mensa Caritas di Alba. Non per una cena di gala, ma per preparare un pasto vero, condiviso, usando le stesse materie prime della mensa, semplici e sostenibili, come ogni sera.

Alla mensa di via Pola ogni sera si siedono tra le 60 e le 75 persone, per un totale di oltre 23mila pasti all’anno, grazie al lavoro instancabile di più di 100 volontari. “A cena con…” non cambia questo ritmo: lo arricchisce. Perché dimostra che la qualità non è solo negli ingredienti, ma nel tempo donato.
«Ritrovarsi insieme attorno a un tavolo non è solo un fatto fisiologico, è un gesto che rimette al centro ogni persona», ha sottolineato il vescovo di Alba Marco Brunetti, definendo l’iniziativa «un segno forte di una comunità che non lascia indietro nessuno».
Il progetto nasce quasi in punta di piedi. «Abbiamo iniziato chiedendo agli chef con un po’ di titubanza», racconta don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana. «Ma tutti hanno aderito subito. Anzi, se ne sono aggiunti altri». Una risposta che racconta molto di un territorio capace di mettersi in gioco senza clamore.
Per chi cucina abitualmente in ristoranti d’eccellenza, l’esperienza è diversa. «Cucinare qui non è come farlo in un ristorante, ma il valore umano è enorme», spiega uno degli chef coinvolti. «È un modo concreto per restituire qualcosa al territorio».

In un’area Unesco celebrata per vigneti e grandi prodotti, “A cena con…” ribalta la prospettiva: la cucina diventa strumento di dialogo, inclusione e dignità. Non uno spettacolo, ma un incontro. Non beneficenza esibita, ma condivisione autentica.
Perché, come ricordano dalla Caritas, la mensa non è solo un luogo dove si mangia, ma uno spazio di ascolto, di relazioni, di umanità ritrovata. E quando anche l’alta cucina sceglie di sedersi lì, senza riflettori, il messaggio arriva forte e chiaro: la vera eccellenza è non lasciare nessuno da solo a tavola.
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