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Chiamarsi Lautaro Lionel: quando il calcio entra all’anagrafe e fa discutere

Dal cuneese il caso del neonato di Cervasca rimbalza sul web e riapre il dibattito sui i nomi ispirati ai vip

Chiamarsi Lautaro Lionen: quando il calcio entra all’anagrafe e fa discutere

La notizia rimbalzata sulla pagina social "Calciatori brutti"

Gianmaria, Camilla, Sofia, Sara, Marco e... Lautaro Lionen. Nell’elenco dei nuovi nati del Comune di Cervasca, alle porte di Cuneo, c’è un nome che non passa certo inosservato! Nell’inviare gli auguri a tutti i bambini arrivati nel 2025 l’amministrazione comunale ha voluto congratularsi con le mamme e i papà che “hanno donato la vita, segno di gioia e speranza per tutti”, ma ha anche svelato una curiosità anagrafica che balza subito agli occhi. A rilanciarla a livello nazionale ci ha pensato la pagina Facebook Calciatori brutti, seguita da quasi due milioni di utenti, scatenando un inevitabile dibattito.

I genitori del piccolo Lautaro Lionen sicuramente sono appassionati di calcio e in particolare della nazionale argentina, tanto da ispirarsi nella scelta del nome per il proprio pargolo ai fuoriclasse dell’Albiceleste (campione del mondo 2022) Lautaro Martinez (attaccante dell’Inter) e Lionel Messi (otto volte Pallone d’oro).

Che siano calciatori, cantanti, o personaggi tv spesso nella scelta del nome per il proprio figlio si riflette un’ammirazione intensa soprattutto per un personaggio famoso. Un fenomeno diffuso in America Latina, ma anche in Europa e in Italia e che ha anche un nome: Kevinismo (o Chantalismo al femminile). Il Kevinismus (appunto “Kevinismo”) è un termine tedesco per indicare la pratica di dare ai bambini nomi alla moda e dal suono esotico, in contrapposizione a quelli tradizionali tedeschi. Il nome Kevin divenne il nome maschile più popolare scelto in Germania nel 1991 dopo il film “Mamma, ho perso l’aereo” e grazie alla notorietà di Kevin Costner, protagonista di “Balla coi lupi” (entrambe le pellicole uscirono in quell’anno).

Quella dei genitori di Lautaro Lionen è una decisione curiosa, coraggiosa e assolutamente legale: in Italia la scelta dei nomi è libera ma deve rispettare limiti legali (vietati nomi ridicoli, vergognosi o che pregiudicano il benessere del bambino). Non bisogna, però, dimenticare come determinati nomi possano portare a pregiudizi nei confronti dei bambini e delle loro famiglie. Ed è proprio su questo che si concentrano gli studi su Kevinismo (o Chantalismo). In Italia questo effetto viene accentuato dalla trascrizione errata di questi nomi, come per esempio Maicol, Sciantal, Sciaron e altri.

«Uno studio dell’Università di Oldenburg ha evidenziato come certi nomi possano influenzare le aspettative e i giudizi – sottolinea un articolo di Claudia Denti, fondatrice di “Genitore Informato” –. Esperti di linguistica hanno condannato le “campagne diffamatorie” contro nomi come Kevin e Chantal, sottolineando la necessità di una maggiore apertura mentale e di evitare generalizzazioni dannose. Mentre scegliere il nome per il proprio figlio rimane un diritto personale e un’espressione di libertà, è vitale considerare l’impatto sociale che questa scelta può avere».

Sempre restando nel mondo del calcio viene in mente il caso del campione brasiliano, anche questo nella storia dell’Inter, Maicon Douglas. I suoi genitori avrebbero voluto chiamarlo Michael Douglas in onore dell'attore statunitense, tuttavia, a causa di un errore dell'anagrafe, il figlio venne registrato come Maicon Douglas. Il gemello, invece, fu chiamato Marlon dopo il rifiuto dell'impiegato a chiamarlo Marlon Brando.

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