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Treni: è l’ora della resa dei conti per la riapertura della Ceva-Ormea

Lunedì in Regione il tavolo congiunto con tutti i soggetti interessati al ripristino della linea

Treni: è l’ora della resa dei conti per la riapertura della Ceva-Ormea

Lunedì 19 gennaio, alle ore 14.30, presso il Grattacielo della Regione Piemonte, si svolgerà il tavolo congiunto con tutti i soggetti interessati al ripristino della linea ferroviaria Ceva-Ormea, Amministrazioni locali, Unione Montana, RFI, gestore del servizio e uffici competenti. Un incontro chiesto lo scorso novembre dai Comuni del territorio e convocato a due mesi di distanza dalla Regione al fine di consentire a RFI di completare l’approfondimento che permetterà di presentare un quadro completo degli interventi in progettazione e di poter quindi meglio definire lo scenario attuativo.

Era il 27 marzo 2024 quando l’Agenzia della Mobilità Piemontese aveva pubblicato la documentazione con la quale il direttore generale, Cesare Paonessa, aggiudicava in via provvisoria il contratto di servizio che regola la concessione del servizio ferroviario sulle due linee dismesse (Cuneo-Saluzzo-Savigliano e Ceva-Ormea) alla società Longitude Holding. Il tutto confermato nel corso di una conferenza stampa organizzata nella stessa giornata a Manta, durante la quale il governatore Alberto Cirio, insieme agli assessori Gabusi e Icardi, e a Daniele Mari, responsabile della Direzione Infrastrutture del Piemonte (RFI), e Cristina Bargero, presidente dell’Agenzia Mobilità Piemontese, aveva ufficializzato l’approvazione del contratto con Longitude. A Manta c’era anche Matteo Arena, ceo di Longitude Holding S.r.l., che aveva spiegato l’intenzione dell’azienda di puntare sul mercato delle linee secondarie, con la volontà di offrire un servizio adeguato e integrato con le altre tipologie di mobilità. Un contratto che se da un lato ha portato alla riapertura nel gennaio 2025 della Cuneo-Saluzzo-Savigliano, dall’altro per la Ceva-Ormea prevedeva interventi molto più corposi, stimati in 32 milioni di euro, e tempi lunghi con una previsione di riapertura nel 2028.

 

 

Ad oggi però poco si è mosso, se non la posa lungo la linea delle canaline in cemento destinate a contenere i nuovi cavi di trasmissione dati, così nei giorni scorsi l’Unione montana Alta Val Tanaro ha inviato agli uffici competenti della Regione Piemonte, alla direzione regionale di RFI, all’Agenzia della Mobilità Piemontese e alla Longitude Holding S.r.l. la richiesta per la convocazione di un incontro congiunto per fare il punto della situazione.

«Gli amministratori e i cittadini dei Comuni dell’Alta Val Tanaro hanno apprezzato e accolto con entusiasmo la notizia del provvedimento che prevede la riattivazione del servizio pubblico sulla linea ferroviaria Ceva -Ormea, che risale a più di venti mesi fa – spiega il presidente dell’Unione Montana, Giorgio Ferraris –. La popolazione della Valle è sempre stata molto legata e interessata alla linea ferroviaria, che ha favorito lo sviluppo industriale e turistico dell’Alta Val Tanaro agli inizi del Novecento e ha garantito ai residenti, per più di un secolo, i collegamenti con i centri e i servizi della pianura cuneese e con la rete ferroviaria nazionale. Le Amministrazioni e i cittadini di tutta la Valle avevano a suo tempo manifestato una fortissima reazione al decreto del Ministero dei Trasporti del 1985 che ne prevedeva la chiusura, riuscendo a mantenere il servizio ferroviario fino alla decisione di sospensione adottata dalla Giunta Regionale nel 2012».

«Negli ultimi anni il servizio pubblico alternativo su strada ha dimostrato grandissime lacune e difficoltà, sia per la sicurezza che per la qualità del servizio, culminate nei sequestri dei mezzi e nelle indagini della magistratura in corso – prosegue Ferraris –. Dopo il provvedimento che prevede il ripristino del servizio di trasporto pubblico ferroviario sulla Ceva-Ormea e la stipula del relativo contratto, abbiamo avuto notizia della necessità di realizzare importanti lavori per rendere l’infrastruttura adeguata ai criteri previsti per lo svolgimento del servizio pubblico, che avrebbero fatto slittare l’avvio del servizio al 2028».

 

 

«Ora è trascorso più di un anno da queste comunicazioni, ma, ad oggi, non abbiamo avuto alcuna informazione sui finanziamenti necessari e sui tempi di realizzazione di questi lavori – rimarca Ferraris –. Assicuriamo la collaborazione da parte degli amministratori e delle Comunità locali, che hanno apprezzato l’impegno della Giunta regionale in proposito, per qualsiasi iniziativa che possa essere di supporto alla ripresa del servizio ferroviario».

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