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22 Gennaio 2026 - 09:15
Foto d'archivio
È iniziata ieri, mercoledì 21 gennaio, nella sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), la Conferenza di progetto dedicata alla gestione della presenza del lupo nelle aree protette. Per due giorni, insieme ai vertici del Ministero e ai rappresentanti di 18 Parchi nazionali, verranno presentati dati di ricerca, esperienze sul campo e buone pratiche già adottate nei territori.
Al centro del confronto, la volontà di superare le contrapposizioni che per anni hanno accompagnato il tema: da una parte chi considera il lupo un pericolo, dall’altra chi lo ritiene intoccabile. «Per lungo tempo il tema del lupo è stato terreno di contrapposizioni ideologiche», ha dichiarato il Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica Claudio Barbaro, chiarendo l’impostazione del Ministero.
Il MASE ribadisce di non voler tornare indietro rispetto ai risultati ottenuti dalle politiche di conservazione: un percorso che ha permesso alla specie di risalire da circa 100 esemplari nel 1970, quando era vicina all’estinzione, a circa 3.500 oggi. Un successo che, però, comporta nuove esigenze operative: «Questo successo ci pone però di fronte a nuove sfide, rendendo necessarie politiche di gestione e contenimento», ha spiegato Barbaro.
Il Ministero insiste sulla necessità di un equilibrio tra diversi interessi: conservazione della specie, sicurezza dei cittadini, tutela degli allevatori e salvaguardia della biodiversità. E mette un punto fermo per evitare allarmismi: «Non si deve creare alcun allarmismo rispetto a ipotesi di abbattimento indiscriminato del lupo».

Nel corso della conferenza verranno affrontate anche le prospettive future, con l’obiettivo di trasformare il confronto in strumenti concreti di intervento. In questo quadro si inserisce anche il lavoro dei Parchi nazionali sul progetto Wolfnext, finanziato dal Ministero e indicato come una delle strategie più rilevanti di sistema sul tema.
«La modalità di concertazione che stiamo portando avanti con i Parchi nazionali… sta producendo risultati concreti», ha concluso Barbaro, sottolineando l’importanza di fare rete tra chi opera quotidianamente nei territori per intervenire in modo efficace a tutela del lupo e, allo stesso tempo, dei cittadini.
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