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26 Gennaio 2026 - 11:34
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Da metà agosto sedersi al ristorante in Europa significherà iniziare a dire addio alle classiche bustine monouso di ketchup, maionese, senape, olio.... Dal 12 agosto diventerà infatti pienamente applicabile in tutti gli Stati membri il nuovo Regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), entrato in vigore nel 2025.
Non si tratta di un cambiamento immediato, ma dell’avvio di un percorso che porterà, entro il 2030, al divieto dei principali formati monodose in plastica nel settore della ristorazione.
La data chiave è quella di agosto 2026, quando il regolamento passerà dalla teoria alla pratica. Da quel momento scatteranno i primi obblighi tecnici per produttori e distributori.
Il cambiamento più immediato riguarda i PFAS, sostanze chimiche utilizzate in molti imballaggi alimentari per renderli resistenti a grasso e acqua. Dal 12 agosto 2026:
gli imballaggi a contatto con gli alimenti non potranno contenere PFAS oltre i nuovi limiti;
le vecchie bustine con materiali trattati con PFAS diventeranno fuori legge;
i produttori dovranno passare a materiali alternativi, più sicuri ma anche più costosi.
Per i clienti, le bustine potranno sembrare uguali, ma dal punto di vista chimico e dei materiali saranno diverse. È l’inizio del conto alla rovescia industriale verso l’uscita definitiva dal monodose.
Sempre dal 12 agosto 2026 entreranno in vigore anche norme più stringenti su etichettatura e smaltimento. Se una confezione non riporterà le nuove indicazioni armonizzate Ue su come riciclarla correttamente, non potrà essere commercializzata.
Questo obbligherà le aziende a rivedere grafiche, materiali e filiere di smaltimento, rendendo sempre meno conveniente continuare a puntare sulle monoporzioni.
La svolta che toccherà più da vicino le abitudini quotidiane arriverà però dal 1° gennaio 2030. Da quella data sarà vietato immettere sul mercato imballaggi in plastica monouso per:
condimenti e salse;
zucchero e creme per il caffè;
prodotti monodose nel settore Horeca (hotel, ristoranti, catering).
Il divieto riguarderà anche:
i flaconcini monouso da bagno negli hotel (sotto i 50 ml);
gli imballaggi in plastica per frutta e verdura fresca sotto 1,5 kg.
È in questa fase che le bustine, così come le conosciamo oggi, sono destinate a scomparire davvero dai tavoli.
L’Unione europea punta a una riduzione strutturale dei rifiuti da imballaggio:
–5% entro il 2030 (rispetto ai livelli 2018);
–15% entro il 2040.
Le bustine monodose sono tra i principali bersagli della strategia, perché difficili da riciclare e spesso disperse nell’ambiente.
Il regolamento spinge chiaramente verso modelli basati su riempimento, riuso e ricarica. Nei ristoranti e nei bar diventeranno sempre più comuni:
dispenser ricaricabili;
bottiglie e contenitori condivisi;
materiali alternativi alla plastica, se realmente riciclabili.
Inoltre, entro il 12 febbraio 2028, gli operatori Horeca dovranno garantire ai clienti la possibilità di acquistare cibi e bevande da asporto in contenitori riutilizzabili o portati da casa, senza costi aggiuntivi o addirittura a prezzo ridotto.
Dal punto di vista delle aziende, agosto 2026 segna anche l’inizio del disinvestimento nel monodose: macchinari, materiali e linee produttive per le bustine diventeranno sempre meno convenienti, perché destinate a essere vietate pochi anni dopo.
Chi non si adeguerà alle scadenze rischierà sanzioni e, nei casi più gravi, l’impossibilità di vendere i propri prodotti nel mercato unico europeo.
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