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07 Febbraio 2026 - 07:08
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Ferrero continua a correre sul mercato mondiale. Anche nell’esercizio 2024/2025, chiuso il 31 agosto, il gruppo dolciario ha consolidato la propria espansione registrando un aumento del fatturato del 4,6%, arrivando a quota 19,3 miliardi di euro. Il bilancio consolidato è stato approvato dalla holding Ferrero International S.A., che parla di risultati in linea con la visione di lungo periodo tracciata dal Presidente Esecutivo Giovanni Ferrero e portata avanti dal CEO Lapo Civiletti.
A sostenere la crescita, oltre alla forza dei marchi storici, è stata una strategia che punta su due leve: allargare le categorie e innovare prodotti e linee per intercettare gusti e bisogni in evoluzione. Sul fronte industriale Ferrero conferma una presenza capillare: 36 stabilimenti produttivi e un organico globale di 48.697 dipendenti (dato al 31 agosto 2025).
Tra le novità che hanno segnato l’esercizio spicca il debutto di Nutella Plant-based, pensata per rispondere alla crescente domanda di alternative di origine vegetale. Non solo: Nutella ha allargato la propria impronta anche oltre il vasetto, entrando in nuove categorie con una linea di prodotti da forno surgelati, tra cui Nutella Crepes e Nutella Donut.
In Nord America, invece, l’espansione si è spinta nel mondo dei gelati con l’estensione di tre marchi noti come Butterfinger, BabyRuth e 100 Grand. Sul segmento “fresh” e caramelle, Ferrero ha inoltre lanciato Tic Tac Two, una nuova proposta senza zucchero e dal doppio gusto, pensata per rinnovare un’icona in chiave contemporanea.
C’è poi un’altra direzione chiara: quella degli snack funzionali. Ferrero ha infatti rafforzato la presenza nel comparto ad alto contenuto proteico con l’acquisizione di Power Crunch, marchio statunitense tra i più noti nel settore delle barrette proteiche.
Il messaggio che esce dai numeri e dalle mosse del gruppo è netto: Ferrero continua a crescere non solo grazie ai suoi classici, ma perché sta investendo con decisione su nuove abitudini di consumo, innovazione di prodotto e allargamento del portafoglio. E il bilancio 2024/2025, ancora una volta, dà ragione alla strategia.
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