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08 Febbraio 2026 - 07:53
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
L’allarme arriva direttamente da Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei: in Italia fare la spesa sta diventando ogni mese più difficile. Secondo gli ultimi dati Istat, il 10% delle famiglie vive in povertà assoluta, ma il numero che preoccupa maggiormente è un altro: quasi il 20% dei nuclei familiari si colloca stabilmente attorno alla soglia di povertà. Una fascia sempre più ampia di cittadini che vive in equilibrio precario, dove basta un aumento dei prezzi o una spesa imprevista per far crollare il bilancio domestico.
A pesare è soprattutto il carrello della spesa, che continua a salire più velocemente del resto dei prezzi. A gennaio 2026 l’inflazione si attesta all’1% su base annua, ma gli alimentari crescono a un ritmo più che doppio, trasformandosi nel vero punto critico per milioni di italiani. In altre parole, si spende di più per portare a casa meno prodotti.
La preoccupazione non riguarda soltanto i consumatori, ma anche il mondo agricolo. Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, sottolinea come la situazione stia mettendo in difficoltà piccoli e medi produttori, spesso schiacciati dalle dinamiche della grande distribuzione organizzata. Negli ultimi cinque anni, i prezzi dei generi alimentari sarebbero aumentati fino al 25%, senza però garantire un ritorno economico adeguato a chi lavora nei campi o nelle aziende agricole.
Il paradosso è evidente: famiglie in affanno e agricoltori sotto pressione, mentre i rincari non si traducono in un reale beneficio per la filiera produttiva. Per questo Confeuro chiede un intervento deciso del Governo, capace di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e garantire condizioni più eque lungo tutto il percorso che porta il cibo dalla terra alla tavola. Perché oggi il carrello della spesa non è più solo un gesto quotidiano, ma uno specchio fedele della salute economica del Paese.
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