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Pet-therapy: animali che curano, includono, cambiano la vita

Dal sostegno psicologico alla riabilitazione fisica, fino all’inclusione sociale: a Palazzo Lascaris a Torino, Istituzioni ed esperti a confronto sul potere degli interventi assistiti con animali

Pet-therapy: animali che curano, includono, cambiano la vita

Cani che aiutano a superare traumi, cavalli che accompagnano percorsi di riabilitazione, animali capaci di sciogliere silenzi e restituire fiducia. Non è solo empatia: è un vero e proprio strumento terapeutico e sociale. Ed è proprio su questo tema che, nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, si è acceso il Forum “Il valore sociale degli animali dalla terapia all’assistenza”, un appuntamento che ha riunito istituzioni, professionisti sanitari, accademici e realtà del terzo settore.

L’iniziativa, promossa dal Garante regionale dei Diritti degli animali del Piemonte, ha messo al centro una domanda sempre più attuale: quanto possono incidere gli animali nel benessere delle persone fragili? La risposta emersa dal confronto è chiara: molto più di quanto si immagini. Gli interventi assistiti con animali stanno infatti trovando spazio in ambito sanitario, educativo e sociale, contribuendo al miglioramento della qualità della vita di bambini, anziani, persone con disabilità e soggetti in percorsi di recupero.

 

 

Nel suo messaggio istituzionale, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco ha sottolineato come il rapporto uomo-animale rappresenti oggi una risorsa concreta per le politiche pubbliche, capace di incidere non solo sul piano emotivo ma anche su quello fisico e relazionale. A coordinare i lavori è stato il Garante regionale Paolo Guiso, che ha definito il forum un momento operativo utile a mettere in rete esperienze, competenze e buone pratiche, rafforzando la collaborazione tra enti e professionisti.

Il programma ha attraversato numerosi ambiti disciplinari: dalla cinofilia di assistenza alla pediatria, dalla psicoterapia alla riabilitazione motoria, fino alle riflessioni etiche e criminologiche. Esperti e operatori hanno portato esempi concreti di progetti già attivi sul territorio, dimostrando come la presenza di un animale possa diventare una leva potente per stimolare comunicazione, autonomia e fiducia.

Non sono mancati però i temi più delicati: formazione certificata degli operatori, protocolli condivisi, tutela del benessere animale e prevenzione degli utilizzi impropri. La tavola rotonda conclusiva ha acceso il dialogo tra istituzioni e promotori di progetti, con l’obiettivo di costruire un sistema più strutturato e responsabile.

Il messaggio finale è stato forte e condiviso: quando competenze, sensibilità e regole camminano insieme, gli animali non sono solo compagni di vita, ma diventano ponti di cura, inclusione e rinascita sociale. In Piemonte, questa visione sta prendendo forma. E promette di lasciare il segno.

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