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Sul filo della memoria: il Piemonte porta canti, danze e lingua nella Pampa argetina

Da Torino all'Argentina (11–24 febbraio 2026): musica, danze, teatro di stalla e lingua piemontese per rinsaldare il legame con la diaspora

Sul filo della memoria: il Piemonte porta canti, danze e lingua nella Pampa argetina

Da mercoledì 11 febbraio 2026 l’Associazione Piemonte Cultura APS, con il gruppo folklorico torinese Ij Danseur dël Pilon, sarà protagonista di un percorso culturale in Argentina, tra le province di Córdoba e Santa Fe, nell’ambito del progetto “Sël Fil ëd la Memòria – Sul filo della memoria”.

Il viaggio intende rinsaldare il legame tra il Piemonte e le comunità piemontesi della diaspora attraverso musica, canti, danze popolari e lingua piemontese, valorizzando una tradizione ancora viva nella Pampa Gringa.

Il programma comprende spettacoli, incontri culturali, conferenze e momenti istituzionali condivisi con associazioni piemontesi locali, amministrazioni e realtà culturali argentine.

Piemonte Cultura APS, Ente del Terzo Settore presieduto da Bruno Donna, da decenni diffonde nel mondo il patrimonio culturale immateriale del Piemonte attraverso la lingua piemontese, la musica tradizionale, la danza, il canto e il teatro di stalla, promuovendo scambi culturali sia in Europa sia oltreoceano con realtà affini. Con il progetto “SËL FIL ËD LA MEMÒRIA – Sul filo della memoria. Cant, conte, danse e tradission dël Piemont”, l’Associazione intende valorizzare la ricchezza della propria tradizione musicale, coreutica e linguistica, creando occasioni di incontro tra generazioni e avvicinando i giovani a un patrimonio vivo che rischia di smarrirsi.

 

UN PATRIMONIO VIVO, TRASMESSO DALLA VOCE DEI NOSTRI AVI

 

Il progetto prende forma dai canti popolari e dai racconti nati nelle veije piòle, nelle stalle, nelle veglie d’inverno e nei luoghi di ascolto collettivo, tramandati grazie alla memoria orale e agli studi di etnomusicologi custodi della tradizione. Musica, lingua, danza e teatro si intrecciano in un percorso che racconta la quotidianità del mondo rurale piemontese: il raccolto, la festa, l’uscita dalla Messa, il matrimonio, i lavori agricoli e i rituali stagionali.

Per l’aspetto linguistico e filologico è previsto il prezioso contributo del Giornalista e Divulgatore piemontesista Dr. Sergio Donna, Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura di Torino, che curerà interventi, narrazioni e approfondimenti in lingua piemontese.

 

 

UNA MISSIONE CULTURALE E IDENTITARIA TRA PIEMONTE E ARGENTINA

 

Il progetto vuole rafforzare il vincolo identitario che da oltre un secolo lega il Piemonte e l’Argentina, coinvolgendo le nuove generazioni in questa relazione osmotica anche attraverso le esibizioni dal vivo, le narrazioni e l’insegnamento del ricco patrimonio coreutico delle danze piemontesi. Intende inoltre stimolare una riflessione sull’esperienza dell’emigrazione piemontese in Argentina, vista come fonte di prosperità economica e di fertili contaminazioni culturali. La danza, la lingua, la musica e il canto diventano strumenti inscindibili per veicolare storie personali, memorie familiari e identità collettive: la danza, in particolare, apre un varco immediato in una cultura irrorata di tradizioni e ritmi antichi, divenendo espressione di una storia che continua a intrecciarsi.

 

IJ DANSEUR DËL PILON AMBASCIATORI CULTURALI NELLA PAMPA GRINGA

 

A febbraio 2026, Piemonte Cultura APS – attraverso il proprio Gruppo Folkloristico Ij Danseur dël Pilon, diretto da Sandra Mascarello – sarà nuovamente ambasciatore della tradizione piemontese nella Pampa Gringa (Provincia di Córdoba, Argentina), in occasione della 52ª Festa Nazionale della Famija Piemontèisa nella Città di Luque.

La componente musicale della tournée è affidata al coordinamento del Maestro Ivan Ravalli, responsabile della direzione sonora del progetto.

Questa missione consolida il percorso di scambi culturali avviato dal 2022 con la FAPA – Federación de Asociaciones Piemontesas Argentinas, presieduta da Hernán Trossero, e con la GAP – Gioventù Argentin-a Piemontèisa, guidata da Agustina Dellarossa.

 

LA TOURNÉE 2026: 1000 KM DI MEMORIA, MUSICA E IDENTITÀ

 

La tournée prevede spettacoli, narrazioni in lingua piemontese, scenette di teatro di stalla, attività con le scuole, momenti di animazione e stage di danze popolari per grandi e piccoli. Il percorso artistico propone un viaggio simbolico attraverso oltre 600 km di Piemonte: da Torino alla Val Chisone, dal Roero al Monferrato sino al Canavese, ricreando atmosfere, storie e rituali del mondo contadino.

Sarà inoltre portato un libretto con quattordici canti della tradizione popolare piemontese, attinti dalla memoria orale, per permettere agli ospiti di seguire canti, scenette, momenti musicali e improvvisazioni di teatro rurale.

 

11/02 partenza da Torino
12/02 Córdoba
13/02 Córdoba -> Luque ~110 km
14/02 Luque
15/02 Luque -> Arroyito ~140 km
16/02 Arroyito -> Devoto ~60 km
17/02 Devoto -> San Guillermo ~90 km
18/02 San Guillermo -> Morteros ~70 km
19/02 Morteros -> Rafaela~185 km
20/02 Rafaela -> San Francisco ~85 km
21/02 San Francisco -> Las Varillas ~65 km
22/02 Las Varillas -> Córdoba ~195 km
23/02 Córdoba decollo ore 13:05
24/02 rientro a Torino

 

 

 

TEATRO RURALE E TEATRO DI STALLA

 

Teatro Rurale: forma di espressione scenica popolare nata nei contesti agricoli, che racconta la vita, i riti e i valori delle comunità rurali attraverso farse, drammi, canti e rappresentazioni in lingua locale.

Teatro di stalla (Vijà): antica forma di teatro domestico e spontaneo, praticata nelle veglie contadine d’inverno, dove racconti, musiche e improvvisazioni nascevano tra le stalle e i fienili come momento di socialità, memoria e coesione comunitaria.

Ij Danseur dël Pilon proporranno entrambi gli stili scenici durante la tournée, adattandoli alle tradizioni e alle narrazioni delle comunità piemontesi della Pampa Gringa.

 

UN PONTE TRA GENERAZIONI E TERRITORI

 

Il progetto avvicina le nuove generazioni alle proprie radici, rafforza il legame affettivo e storico tra Piemonte e Argentina e valorizza – attraverso la danza, il canto, la lingua e la memoria orale – le storie personali e collettive che uniscono i due territori. Un percorso che, SUL FILO DELLA MEMORIA, continua a tessere identità, appartenenze e futuro.

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