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Il Piemonte è un "paese per giovani"? Sì... ma non ancora abbastanza

La nostra regione è la quarta regione "Youth Friendly" in Italia. Occupazione al top e Torino locomotiva, ma scuola e capacità amministrativa frenano la corsa

Il Piemonte è un "paese per giovani"? Sì... ma non ancora abbastanza

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

Il Piemonte è quarto in Italia nell’indice Territori Youth Friendly 2025 elaborato da Confartigianato Imprese, con un punteggio di 673. Un risultato che, a prima vista, profuma di medaglia. Ma dietro il numero si nasconde una fotografia a chiaroscuro: eccellente sul fronte del lavoro giovanile, più fragile su istruzione, servizi e macchina amministrativa.

L’ICYF – Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly misura quanto le regioni italiane siano davvero attrattive per i giovani, incrociando 27 indicatori (dati Inps, Istat e Unioncamere) su una scala da 100 a 1000 punti. In vetta alla classifica nazionale si piazzano Lombardia (709), Emilia-Romagna (687) e Veneto (680). Il Piemonte resta ai piedi del podio, ma con una spinta importante su alcuni pilastri chiave.

 

Lavoro forte, servizi deboli

 

Il dato che sorride di più è quello dell’occupazione giovanile: il Piemonte è secondo in Italia per capacità di offrire contratti stabili, contenere il numero di under 30 fuori da studio e lavoro e garantire una prospettiva demografica meno critica rispetto ad altre regioni.
La musica cambia però quando si guarda alla vitalità del sistema produttivo (4° posto), al capitale umano e istruzione (10°) e soprattutto alla capacità amministrativa e inclusione territoriale, dove la regione scivola al 16° posto. In altre parole: il lavoro c’è, ma scuola, servizi e burocrazia non tengono lo stesso passo.

 

Torino guida, Cuneo sorprende

 

A livello provinciale, Torino è la realtà più performante del Piemonte con 657 punti e una quarta posizione nazionale. Il capoluogo emerge per struttura e vitalità del sistema produttivo, capitale umano e capacità amministrativa, confermandosi motore regionale.
Cuneo, invece, brilla in particolare per occupazione e dinamiche giovanili, dimostrando come il tessuto produttivo locale riesca ancora ad agganciare le nuove generazioni.

 

I quattro pilastri sotto la lente

 

L’indice si regge su quattro grandi aree:

  • Occupazione e dinamiche giovanili: Piemonte , tra le migliori performance italiane.

  • Struttura e vitalità del sistema produttivo: 4° posto, buona capacità di rigenerarsi e coinvolgere giovani imprese.

  • Capitale umano e istruzione: 10°, segnale di un sistema formativo che fatica a competere con le regioni leader.

  • Capacità amministrativa e inclusione territoriale: 16°, il vero tallone d’Achille tra servizi, accessibilità e relazioni digitali con la Pubblica amministrazione.
     

Felici: “Servono politiche generazionali vere”

 

Per Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, il dato è un campanello d’allarme oltre che un’opportunità: «Il Piemonte è davanti a un bivio: vivere di rendita o costruire una politica generazionale che rimetta al centro istruzione, servizi, qualità della vita e innovazione produttiva».

Il nodo è demografico e imprenditoriale insieme: meno giovani, più anziani e un tessuto economico che rischia di perdere slancio senza ricambio. Le proposte sono concrete: accesso al credito, semplificazione burocratica, formazione, innovazione e soprattutto credito d’imposta per chi vuole rilevare l’azienda di famiglia o avviare una nuova attività.

Il messaggio finale è chiaro: i giovani possono ancora essere protagonisti, ma servono condizioni reali per farli restare e crescere. Perché, numeri alla mano, il Piemonte ha il motore acceso — ora deve solo rafforzare la strada.

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