Siamo usciti da poco dalla settimana Sanremese, e uno dei grandi tormentoni di sempre riguarda
i grandi esclusi. Successi musicali dell'anno, a volte dei veri e propri inni, finiti nei bassifondi della classifica della kermesse. Lo stesso discorso lo possiamo sicuramente per accostare agli Oscar cinematografici: non ci sono giurie demoscopiche o televoto, ma la valutazione insindacabile dei membri dell'
Academy. Questo non vuol dire che il giudizio non sia divisivo, anzi. Alle nostre latitudini restammo sbigottiti del mancato premio per le magistrali colonne sonore di Morricone in "C'era una volta in America" e "The mission". Tuttavia l
'Academy ha rimediato in tempo con due
Oscar (uno alla carriera) per il nostro compositore. La lista dei "dimenticati" è però lunga e di peso, e va da Charlie Chaplin a Bergman, da Stanley Kubrick a Jean-Luc Godard.
Quali sono però i grandi esclusi contemporanei? Bisogna subito precisare che dal 2020 è stato allargato la lista dei candidati finali, e quindi almeno la consolazione per gli "sconfitti" di venire presi in considerazione. Nel 2025 vinse "Anora", film che almeno alle nostre latitudini non ha scaldato i cuori. A mani vuote ancora è rimasto Denis Villeneuve, forse "Dune" è più un film d blockbuster che un film da giurie, ma il regista canadese rischia di essere un eterno piazzato viste le numerose candidature e le zero statuette collezionate. A posteriori film di riferimento del 2025 è stato "Conclave", la coincidenza storica ha voluto che uscisse pochi mesi prima del vero Conclave che ha eletto Leone XIV, nonostante si sia portato a casa solo la statuetta per la sceneggiatura originale. Un edizione forse in tono minore la scorsa, soprattutto se confrontata con quella precedente dove l'asso pigliatutto "Oppenheimer" ha lasciato le briciole a film come "La zona di interesse", "Killers of the Flower moon" e "Povere creature!" che in altre annate avrebbero potuto raccogliere di più. Fa parte del gioco, ed ogni kermesse o competizione presenta edizioni epiche ed altre finite nel dimenticatoio. Se pensiamo al 1998 di "Titanic", al 2004 di "Il ritorno del Re" e il 1960 di "Ben Hur", grande rammarico l'avranno provato Peter Cattaneo, Clint Eastwood e Otto Preminger per la strada sbarrata da questi kolossal ai loro rispettivi, e validi, "Full Monty", "Mystic River" e "Anatomia di un omicidio". L'edizione della notte degli Oscar 2026 ha sancito il trionfo di Paul Thomas Anderson per "Una battaglia dopo l'altra": una rivincita per lui dopo una sfilza di candidature non andate a buon esito. L'abbiamo già visto in Italia, in autunno, e la giuria ha confermato il gradimento del pubblico, anche se, dati alla mano, superato al botteghino da un'altro candidato: il blockbuster "F1 - Il film", fuori comunque dalle prime 20 posizioni degli incassi, e vincitore di un solo Oscar per il sonoro. Gli appassionati delle quattro ruote, si consoleranno con la vittoria di un italiano nel gran premio, Kimi Antonelli, attesa da 20 anni, avvenuta nella mattina. Resterà da capire quando il cinema italiano festeggerà il prossimo Oscar, siamo fermi al 2014 de "La grande bellezza", per quanto questo possa ancora tanto contare da noi, visto il sempre decrescente appeal dei film da Oscar nei nostri cinema: tutti quanti fuori dalle prime posizioni della classifica degli incassi.