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Da Luca a "Sbrab", la storia (vera) del creator che ha conquistato una provincia intera

Com'è nata quella vacanza...a Sant'Albano? Luca Abbà è il quarto ospite del nostro "MON TALK"

Da Luca a "Sbrab", la storia (vera) del creator che ha conquistato una provincia intera

Nicolò Bono e Luca Abbà

Prima di essere “Sbrab”, Luca Abbà è soprattutto timido o «riservato», come dice lui. «Me ne sto per i fatti miei, faccio le mie cose», racconta. Eppure, proprio da quella discrezione è nato – quasi per caso – un fenomeno social che oggi in tanti, in provincia di Cuneo, conoscono.

Tutto parte da un video girato nel parcheggio di Mondovicino. Luca si riprende in macchina e lancia, con il suo stile inconfondibile, un’idea di vacanza decisamente fuori dagli schemi: «Quest’estate andiamo a Sant’Albano Stura. Dieci giorni, non tantissimi, ma sufficienti per vedere buona parte di tutto quello che c’è. Partenza intelligente: alle 4 da Fossano, così da evitare il traffico e arrivare per le 4.20 al massimo».


QUI LA PUNTATA INTERA: 


Un contenuto semplice, ironico, dissacrante e capace di fare centro. Il video diventa virale, i follower crescono rapidamente e, nel giro di poco, Luca si ritrova riconosciuto per strada in tutta la Granda, nella sua Fossano e non solo.

Luca Abbà, 37 anni, di lavoro gestisce pagine social. Poi la svolta: decide di “metterci la faccia” e creare qualcosa di suo. «Mi era già capitato di recitare per alcuni clienti, anche per scherzo. Ma io non sono un attore: è una fortuna o una sfortuna, ma parlo proprio così. Anche i miei figli mi prendono in giro».

La sua naturalità gli ha permesso di costruire un personaggio riconoscibile, capace di raccontare la Granda con ironia, senza mai risultare offensivo. Dissacrante sì, ma sempre rispettoso.

Luca si è raccontato nella quarta puntata di “Mon Talk”, il format de "L’Unione Monregalese", in una bella chiacchierata con il nostro Nicolò Bono, con riprese realizzate nella cornice di Palazzo Fauzone da Denis Olaru. Un’occasione per entrare nel dietro le quinte del suo percorso: dal rapporto con la community alla sfida di evolversi continuamente sui social.

E proprio la community è uno degli aspetti più sorprendenti della sua crescita. «Mi mette in imbarazzo quando mi riconoscono i ragazzi o le ragazzine di 15 o 16 anni: “Ma tu sei un TikToker?”. Una volta invece una signora di una certa età mi ha chiesto perfino un autografo su uno scontrino».

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Un percorso che oggi si è spinto oltre lo smartphone. Luca porta infatti la sua comicità anche a teatro con lo spettacolo "Quant’è difficile diventare Grandi?". Perchè «un comico bravo non è una persona che dice cose divertenti, ma una persona divertente che dice cose».

E la crescita, per Luca, passa proprio da qui: dalla voglia di non fermarsi. «Se restassi fermo nei Comuni della Granda, resterei sempre allo stesso punto. Non potrei crescere più di tanto». Insomma l’avventura, nata quasi per gioco, è diventata in poco tempo qualcosa di più grande. E continua a evolversi, tra social, palco e vita reale. Tanta da diventare anche un verbo: "Sbrabbare".

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