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Dogliani chiude il 2025 con un lieve calo demografico: 59 residenti in meno

Il saldo naturale resta negativo, in linea con la tendenza italiana. Gli stranieri sono il 14,6%

Dogliani chiude il 2025 con un lieve calo demografico: 59 residenti in meno

Dogliani visto da borgata Pianezzo. Foto Marco Aimo

Il Comune di Dogliani chiude l’anno 2025 con una popolazione residente pari a 4.569 abitanti, registrando un lieve calo demografico di 59 persone rispetto al 31 dicembre 2024. È quanto emerge dai dati ufficiali appena diffusi dall’Ufficio Anagrafe, che fotografano una situazione in linea con le tendenze demografiche nazionali.

Il decremento è determinato sia dal saldo naturale negativo sia da un andamento sfavorevole dei movimenti migratori. Nel corso del 2025, infatti, si sono registrate 32 nascite a fronte di 52 decessi, con un saldo naturale di –20 unità. Un dato che conferma, anche a livello locale, le difficoltà legate all’invecchiamento della popolazione e al calo della natalità.

Negativo anche il saldo migratorio: a fronte di 170 nuovi residenti provenienti da altri comuni o dall’estero, sono stati 209 coloro che hanno lasciato Dogliani, determinando una perdita di 39 abitanti. Complessivamente, la popolazione maschile risulta in lieve aumento (+5), mentre quella femminile segna una diminuzione più marcata (–64).

Un elemento strutturale della popolazione doglianese resta la presenza di cittadini stranieri, che al 31 dicembre 2025 sono 669, pari al 14,6% della popolazione totale. Si tratta di una componente significativa e ormai stabile del tessuto sociale cittadino. Le comunità più numerose provengono dalla Romania (141 persone) e dalla Macedonia del Nord (102), seguite da Marocco (69), Bulgaria (52), Albania (46) e Bangladesh (44). Numerose, seppur meno consistenti, anche le presenze da altri Paesi europei, africani, asiatici e americani.

I dati del 2025 restituiscono dunque l’immagine di una comunità che, pur mantenendo una forte componente multiculturale, si confronta con dinamiche demografiche complesse, comuni a molti centri italiani: meno nascite, più anziani e una mobilità in uscita che supera quella in entrata.

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