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Addio a Natale Carlotto, protagonista della storia politica e rurale della Granda

Nato a Ceva è scomparso alla soglia dei 95 anni nella casa di riposo Villa Fiorita di Montefallonio: politico di lungo corso e figura simbolo della Coldiretti cuneese

Addio a Natale Carlotto, protagonista della storia politica e rurale della Granda

Natale Carlotto, foto Costanza Bono

Il mondo politico della Granda piange la scomparsa di Natale Carlotto, classe 1931, avvenuta presso la residenza "Villa Fiorita" di Montefallonio. Con lui se ne va una delle figure che hanno segnato in modo profondo la storia politica, sociale e agricola della Granda nel secondo Novecento.

I funerali saranno celebrati lunedì alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Spinetta di Cuneo. Carlotto lascia la moglie Isa e i figli Paolo e Franco. Suo fratello Piero, è stato sindaco e consigliere comunale a Ceva.

Nato a Ceva, in cascina Coca, nella località San Bernardino, Natale Carlotto ha attraversato da protagonista alcune delle stagioni più complesse e decisive del Paese. Cresciuto nel mondo rurale, ne ha fatto la propria missione civile, assumendo nel tempo importanti responsabilità all’interno della Coldiretti, di cui è stato a lungo uno dei volti più rappresentativi a livello provinciale.

La sua formazione affonda le radici nella militanza nell’Azione Cattolica degli anni Cinquanta e Sessanta, mentre i ricordi personali si intrecciano con i grandi passaggi della storia italiana: il fascismo al tramonto, la Seconda guerra mondiale, la Resistenza, il difficile dopoguerra e la ricostruzione. Un percorso che lo condusse naturalmente all’impegno politico, vissuto – come amava ricordare – non come un mestiere, ma come servizio.

Candidato per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1976 nelle file della Democrazia Cristiana, Carlotto fu parlamentare fino al 1994, per tre legislature a Montecitorio e due al Senato, seguendo da vicino temi cruciali per il territorio cuneese: infrastrutture, viabilità, trafori alpini, ferrovie, commercio e tutela del patrimonio storico-artistico.

Con la scomparsa di Natale Carlotto, alla soglia dei 95 anni, la Granda perde un testimone autorevole della propria identità, un interprete del mondo contadino e un protagonista di una stagione politica che ha segnato generazioni.

UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, ricorda Carlotto con queste parole "La Montagna piemontese e italiana dice, senza retorica, grazie a Natale Carlotto. Lui, uomo Coldiretti, colonna DC, personalità della Granda, ha avuto un legame fortissimo con la sua terra e il suo territorio. Ha sempre lavorato con Uncem, con Lido Riba, con moltissimi Amministratori locali - come Sebastiano Massa, Franco Revelli, Livio Quaranta - e il suo impegno parlamentare è sempre stato mosso dal dialogo e dall'ascolto. Come quello che ha esercitato nello scrivere la legge sulla montagna, 97 del 1994, che andava attuata e non invece abrogata come successo qualche mese fa. Un anno fa Natale aveva mandato a Roberto Colombero e Marco Bussone, come faceva con molti, un plico via posta ordinaria con appunti sul disegno di legge. Proposte di lavoro, analisi, dubbi, opportunità di impegno. Con il Presidente Riba si confrontavano spesso su agricoltura e sviluppo, da ultimo sotto i portici di Cuneo, incontrandosi. Comunista e Democristiano, rosso e bianco, interamente immersi in quel terra e territorio dell'agricoltura, della montagna, del Cuneese che genera(va)no Politica, Partito, relazioni, fiducia".

   

Il ricordo dell’assessore Gallo: “Un padre della politica per la montagna, una visione ancora attuale”

  

«Con la scomparsa del senatore Natale Carlotto perdiamo una figura centrale della storia istituzionale della montagna italiana, figura lungimirante che ha saputo dare voce e dignità politica ai territori alpini e appenninici».

Così l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ricorda l’impegno e l’eredità politica del parlamentare, considerato il principale artefice della legge n. 97 del 1994, l’ultima legge organica della Repubblica dedicata alla montagna.

Approvata il 31 gennaio 1994, la legge 97 rappresentò un passaggio storico: una norma costruita ascoltando i territori, frutto di anni di confronto con amministratori, comunità e realtà locali, che muoveva direttamente dall’articolo 44 della Costituzione. Una legge “iconica”, rimasta in parte inattuata, ma ancora oggi straordinariamente attuale per visione e contenuti.

«Carlotto – sottolinea Gallo – seppe interpretare la montagna non come spazio marginale o da musealizzare, ma come territorio abitato, produttivo, vivo. La sua legge metteva al centro le comunità, il lavoro, l’agricoltura e le foreste, anticipando temi che oggi sono al cuore del dibattito pubblico: dall’autoproduzione di energia alle dinamiche comunitarie, dalla gestione attiva del territorio alla tutela ambientale intesa come equilibrio tra uomo e natura».

La legge 97/1994 conteneva strumenti innovativi: il Fondo per la montagna, norme per contrastare frammentazione e abbandono, sostegno alle imprese e al commercio, incentivi al reinsediamento, attenzione a scuola e trasporti, fino alle pluriaattività agricole che hanno consentito a molte aziende di restare sui versanti e nei paesi. Una visione che ha anticipato modelli oggi riconosciuti come fondamentali per lo sviluppo sostenibile delle aree interne.

«Carlotto è stato un testimone autorevole di una politica capace di guardare lontano – conclude l’assessore –. Il modo migliore per onorarne la memoria è tornare a dare piena attuazione a quella visione, rimettere la montagna al centro delle politiche pubbliche, non per nostalgia, ma per il futuro del Paese».

 

Coldiretti: «Ha dedicato tutta la vita all’agricoltura e al territorio con passione, rigore e spirito di servizio»

  

Coldiretti Cuneo esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Natale Carlotto, figura storica dell’organizzazione e dell’agricoltura, uomo che ha dedicato l’intera vita al mondo rurale con passione, rigore e spirito di servizio.

Per oltre settant’anni Carlotto ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di agricoltori, ricoprendo ruoli di grande responsabilità con discrezione e competenza. Direttore della Coldiretti di Cuneo per 31 anni (1960-1991) e Presidente della Federpensionati Nazionale Coldiretti dal 1995 al 2010, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’organizzazione sul territorio, rafforzandone la presenza, i servizi e il patrimonio, sempre con l’obiettivo di tutelare il lavoro agricolo e le famiglie contadine.

Il suo impegno non si è mai limitato agli incarichi ricoperti: il Senatore Carlotto ha promosso associazioni, consorzi e strumenti di cooperazione che hanno segnato la crescita dell’agricoltura cuneese, dalla frutticoltura alla zootecnia, dalla tutela delle produzioni alla previdenza e all’assistenza sociale. È stato tra i protagonisti di iniziative innovative che hanno unito sviluppo economico, ricerca e attenzione alle persone, con uno sguardo costante al futuro delle aree rurali e montane.

Ma prima ancora dei ruoli, resta l’uomo, profondamente legato alla terra, orgoglioso di definirsi contadino, animato da un forte senso di comunità, solidarietà e rispetto per l’ambiente. Valori che ha incarnato fino all’ultimo, continuando a essere presenza attiva e punto di ascolto.

Coldiretti Cuneo si stringe con affetto alla famiglia e a quanti lo hanno conosciuto e stimato, rendendo omaggio a una vita spesa al servizio dell’agricoltura, del territorio e delle persone.

Natale Carlotto è stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità”, dichiarano Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo e Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.

    

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