È la stagione sciistica più fortunata da diversi anni a questa parte, dal pre covid non si ricordano domeniche di così grande afflusso ad Artesina e Prato Nevoso. Un successo che, tuttavia, nasconde un rovescio della medaglia piuttosto impietoso. Pur con tutta l'attrattiva, gli esercizi commerciali, la ricettività Prato Nevoso e Artesina restano due borgate di montagna, in un comune montano. Questo non può essere ignorato e comporta dei limiti naturali legati agli accessi e non solo. È evidente che un Comune che ha circa 1.600 abitanti ed è strutturato per amministrare questo livello di popolazione, oltre tutto su un territorio complesso come quello montano, non ha le risorse per gestire un afflusso da decine di migliaia di persone, che stagionalmente si recano in massa nella località. Ecco quindi anche le notevoli difficoltà riscontrate nella gestione del traffico nello scorso weekend con molte ore di coda per raggiungere le località e l'intervento di pattuglie delle forze dell'ordine a supporto.
A ciò si aggiunge una criticità legata alle circostanze: se già la raccolta rifiuti, dopo il recente cambio di appalto a livello di consorzio, ha evidenziato delle criticità un po' ovunque nel monregalese, è evidente come in una situazione come quella di Frabosa Sottana, queste carenze siano destinate ad esplodere. Nella scorsa settimana hanno iniziato a circolare le immagini di cumuli di spazzatura ancora da raccogliere, frutto di mancati passaggi dovuti anche a problemi tecnici della ditta incaricata. Una situazione evidenziata anche in Consiglio comunale, martedì sera, dal gruppo consiliare "Frabosa Futura" con l'intervento del capogruppo Gino Brenco. Il tema non è diretta responsabilità del Comune, il sindaco Adriano Bertolino e i suoi consiglieri hanno manifestato di essere a conoscenza del problema e di come sia in corso un lavoro insieme ad Acem e alle ditte aggiudicatarie volto a migliorare la situazione. Ad esempio, è stato annunciato un possibile porta a porta sperimentale anche per Miroglio.
Una serie di difficoltà che hanno innescato una reazione della società Prato Nevoso Spa, che ha indirizzato questa mattina una lettera aperta al Comune di Frabosa Sottana. Il documento richiede un piano strutturato per Prato Nevoso. Si parla di un "assenza di una programmazone comunale adeguata per i servizi primari" che rischia di compromettere lo "Sviluppo costruito negli anni grazie all'impegno della Prato Nevoso Spa e degli operatori privati".
Un intervento a gamba tesa che sorprende, dato che l'attuale vicesindaco, Enrico Martina, ha un ruolo apicale all'interno della Prato Nevoso Spa. Quale lettura politica va data, dunque, di questa lettera? Si configura una frattura all'interno della maggioranza, o viceversa, all'interno della società? Da noi contattato in merito, Martina ha smentito che ci sia una frattura interna all'amministrazione: «Evidentemente c'era la volontà di "pungolare" pubblicamente su questi temi e sulle criticità emerse in questi giorni. I problemi evidenziati nella lettera sono noti, siamo al lavoro per risolverli, sono problemi strutturali, e sarà necessario fare un lavoro a lungo termine insieme con le stazioni sciistiche». Il sindaco Adriano Bertolino per il momento preferisce non commentare.
La lettera aperta della Prato Nevoso Spa
Oggetto: necessità urgente di un piano strutturato per Prato Nevoso
siamo pienamente consapevoli del fatto che il Comune di Frabosa Sottana sia una realtà amministrativa di dimensioni contenute, con una struttura comunale necessariamente calibrata sui numeri della popolazione residente. Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile prendere atto di una peculiarità ormai strutturale del territorio:
Prato Nevoso Ski, pur contando circa 180 residenti stabili, nei periodi di maggiore affluenza arriva ad accogliere fino a 30.000 persone.
Questa evidente sproporzione tra popolazione residente e presenze effettive comporta inevitabilmente la necessità di servizi pubblici adeguati a numeri ben diversi da quelli anagrafici. In assenza di una programmazione strutturata e coerente con tali flussi, il sistema nel suo complesso fatica a reggere e a contenere le criticità.
Prato Nevoso non è più una semplice località montana stagionale, ma una destinazione turistica strutturata, con flussi rilevanti, investimenti continui e una crescente esposizione nazionale. Questo sviluppo, costruito negli anni grazie all’impegno della Prato Nevoso S.p.A. e degli operatori privati, oggi rischia di essere seriamente compromesso dall’assenza di una programmazione comunale adeguata sui servizi primari. È ormai indispensabile predisporre un tavolo di confronto e costruire un piano organico di interventi, perché le criticità attuali non possono più essere affrontate in modo episodico.
Per quanto riguarda la viabilità e la gestione dei flussi, riteniamo che, con un adeguato coordinamento e la presenza strutturata di personale, le situazioni di maggiore affluenza possano essere gestite efficacemente. Una pianificazione più chiara e continuativa consentirebbe di migliorare l’esperienza dei visitatori e la vivibilità della stazione sciistica, evitando interventi emergenziali e soluzioni non strutturate.
Strettamente collegato a questo tema è il problema dei parcheggi, oggi insufficienti, mal distribuiti e privi di una visione complessiva. Senza un piano serio su aree di sosta, gestione dei flussi e mobilità interna, la fruibilità della località rischia di risultare penalizzante per residenti, turisti e operatori economici.
Altro nodo centrale è la raccolta dei rifiuti e il decoro urbano. Una località turistica non può permettersi strade sporche, cumuli di rifiuti, cassonetti inadeguati e gestione inefficiente del servizio nei periodi di massimo afflusso. Il decoro urbano non è un elemento secondario: è parte integrante della qualità dell’offerta turistica e del rispetto dovuto a chi sceglie e investe in Prato Nevoso. Anche in questo caso è evidente l’assenza di una programmazione coerente con le reali dimensioni del paese.
Subito dopo, e con la stessa urgenza, si pone il tema dell’acquedotto e delle infrastrutture primarie. Le reti idriche e i sottoservizi mostrano tutti i loro limiti proprio nei momenti di maggiore utilizzo, evidenziando una fragilità strutturale non più sostenibile. Una località che accoglie migliaia di persone non può dipendere da infrastrutture obsolete o da interventi tampone: sono necessari investimenti programmati di manutenzione straordinaria e ammodernamento, inseriti in un piano pluriennale serio e finanziato.
A fronte di tali criticità, riteniamo non più rinviabile avviare una discussione concreta sull’utilizzo delle risorse generate dal territorio, in particolare sull’IMU delle seconde case, che oggi in larga parte confluisce a livello centrale senza produrre benefici diretti per Prato Nevoso. Nella fattispecie, proponiamo che tutta o almeno una percentuale significativa dell’imposta sia destinata a un piano di interventi locali, finalizzato esclusivamente al miglioramento di viabilità, parcheggi, rifiuti, decoro urbano, acquedotto e infrastrutture.
A questi temi si aggiungono poi altri servizi essenziali per una località turistica ormai matura: stazione dei Carabinieri, assistenza medica costante, presidi di emergenza e servizi adeguati al ruolo che Prato Nevoso ha assunto.
Prato Nevoso S.p.A. ribadisce la propria disponibilità al confronto e alla collaborazione, ma ritiene indispensabile un cambio di passo immediato. Senza una programmazione chiara, risorse dedicate e una visione condivisa, il rischio è quello di disperdere il valore costruito negli anni.
Prato Nevoso ha ormai esigenze precise e non più rinviabili. È il momento di affrontarle con responsabilità e concretezza.
In attesa di un confronto serio e costruttivo, porgiamo cordiali saluti.