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Rischio valanghe marcato domenica 4 gennaio: le zone più pericolose secondo il Bollettino Arpa

Bollettino Aineva del 4 gennaio: rischio valanghe marcato in diverse valli alpine, attenzione agli accumuli di neve ventata e ai pendii ripidi

 Rischio valanghe marcato domenica 4 gennaio: le zone più pericolose secondo il Bollettino Arpa

È stato diramato, per domenica 4 gennaio, il bollettino dell'Arpa Piemonte per il rischio valanghe sulle nostre montagne. Si registra un grado 3 (marcato) di rischio sulle valli Germanasca e Pellice, Valli Maira e Grana, Valli Varaita e Po, sulle alpi Graie di Confine, sulla Valle Stura e sulle Alte Valli Susa e Chisone. Grado di rischio 2 (moderato) invece Alpi Lepontine Sud, Alpi Graie, Valli Susa e Chisone, Alpi Pennine, Alpi Pennine di Confine, Alpi Lepontine Nord.

Per quanto riguarda il rischio di livello 3 si raccomanda la valutazione attenta di nuovi e vecchi accumuli di neve ventata, per lo più alle quote medie e alte. «Con vento forte – recita il bollettino – proveniente dai quadranti occidentali negli ultimi giorni si sono formati insidiosi accumuli di neve ventata. Gli ultimi accumuli di neve ventata sono piuttosto grandi e in parte instabili. I punti pericolosi si trovano nelle zone in prossimità delle creste come pure nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza.
Soprattutto sui pendii ombreggiati ripidi le valanghe possono subire un distacco nella neve vecchia e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni. Già un singolo appassionato di sport invernali può in alcuni punti provocare il distacco di  valanghe. A livello isolato sono possibili distacchi a distanza. I rumori di "whum" e la formazione di fessure quando si calpesta la coltre di neve sono i tipici indizi di una debole struttura del manto nevoso. Le attività fuoripista richiedono esperienza nella valutazione del pericolo di valanghe e attenzione».

Si registra pericolo moderato (2) anche per le valli del Monregalese, Gesso e Vermenagna. il bollettino raccomanda cautela soprattutto per i nuovi accumuli di neve ventata: «Con vento forte proveniente dai quadranti occidentali negli ultimi due giorni si sono formati accumuli di neve ventata in parte instabili. Gli accumuli di neve ventata possono subire un distacco provocato specialmente sui pendii molto ripidi ombreggiati e per lo più alle quote medie e alte. Ciò soprattutto nelle zone in prossimità delle creste, come pure nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza. Lungo il confine con la Francia, i punti pericolosi sono più frequenti e il pericolo superiore.
Le valanghe possono in alcuni punti distaccarsi già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali e raggiungere dimensioni medie. Evitare le zone con rotture da scivolamento».

È prevista una stabilizzazione del pericolo per lunedì 5 dicembre.

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