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«Stop alle importazioni di latte dall'estero, valorizziamo quello piemontese»

Coldiretti: «Quando una stalla chiude si perdono animali, prati, formaggi tipici e si limita il futuro dei giovani che scelgono l’allevamento»

«Stop alle importazioni di latte dall'estero, valorizziamo quello piemontese»

Il mondo industriale valorizzi le produzioni di latte piemontese astenendosi dalle speculazioni sull’importazione di latte estero di dubbia qualità. È quanto afferma Coldiretti Piemonte in questo momento di mercato delicato per la zootecnia da latte.

Il Piemonte è tra le prime regioni, a livello nazionale, per la produzione di latte con 10 milioni di quintali annui, circa 2000 aziende produttrici tra le più professionali al mondo e oltre 60 tipologie di formaggi. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere, crema di latte avvengono soprattutto dal Belgio, Germania, Francia ed Olanda.

“Ancor più in questo momento, non è certo un atto responsabile quello del mondo industriale piemontese che continua ad importare dall’estero rischiando di mettere ancor più in difficoltà le nostre imprese nel tempo – evidenzia Bruno Mecca Cici, vicepresidente Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia –. Ricordiamoci che quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici, si limita il futuro dei giovani che sempre di più scelgono l’allevamento e si abbandonano territori sui quali intere generazioni hanno combattuto per evitare lo spopolamento ed il degrado”.

A questo si aggiunge anche il tema centrale della trasparenza verso i consumatori, che hanno il diritto di sapere con chiarezza l’origine della materia prima che finisce nei prodotti che acquistano. Il rischio concreto è che latte estero importato venga trasformato in prodotti che richiamano il Made in Italy, generando ambiguità e confusione sugli scaffali. Una dinamica che finisce per penalizzare le produzioni piemontesi, svuotare di valore il lavoro degli allevatori.

“Serve che l’industria piemontese valorizzi veramente le produzioni territoriali evitando forme di speculazione che mettono fortemente a rischio i produttori - affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Poiché tutte le etichette dei prodotti che contengono latte estero riportano «Ue» o «extra Ue», invitiamo i consumatori, per sostenere le nostre imprese, a leggere bene la provenienza perché nei casi sopra citati significa, certamente, che si tratta di latte non italiano e tantomeno piemontese. La zootecnia da latte costituisce un tassello fondamentale dell’economia della nostra Regione per questo è necessario dare traiettorie di futuro alle famiglie evitando storture lungo la filiera”.

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