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09 Gennaio 2026 - 12:12
Millesimo e la Valle Bormida porgono l’ultimo saluto a Mario Perugini, 89 anni, imprenditore e figura storica della vita industriale e sociale dell’intero territorio.
Insieme alla moglie Giovanna e ai figli Stefano e Michela, Mario Perugini è stato a tutti gli effetti un capitano d’industria, un punto di riferimento per il Comune di Millesimo attraverso la LACIM, realtà industriale che ha segnato per decenni il territorio.
La storia della LACIM affonda le sue radici nel Varesotto negli anni Cinquanta, grazie al fondatore dottor Maganzini, stratega dotato di una visione imprenditoriale ampia e lungimirante, capace di cogliere e anticipare le direttrici di espansione industriale di quel periodo. Dopo aver creato e consolidato una sede nel Varesotto, tuttora operante, l’azienda si sposta inizialmente a Ferrania e, nei primi anni Sessanta, approda definitivamente a Millesimo.
Il mondo della LACIM è stato per anni legato al settore delle pellicole, in particolare al recupero e al trattamento delle stesse, finalizzato al riutilizzo di materiali plastici e preziosi. Un’azienda con un impatto occupazionale significativo, stimabile in 40–50 addetti, che ha rappresentato una realtà importante nel panorama del riciclo e del recupero industriale. A Millesimo la LACIM conosce una grande espansione, diventando una risorsa fondamentale per l’economia locale e portando lavoro, stabilità e benessere a numerose famiglie del paese e dell’intero hinterland della Val Bormida.
L’industria è stata guidata a Millesimo con determinazione e competenza da Mario Perugini, affiancato dal figlio Stefano, in un percorso imprenditoriale solido, improntato al rispetto delle persone e dell’ambiente.
L’azienda è stata poi ceduta nel 2018 alla Feralco, che ne ha rilevato integralmente la forza lavoro e l’operatività, garantendo continuità industriale e occupazionale al sito di Millesimo.
Accanto all’impegno industriale, Mario Perugini ha condiviso oltre vent’anni di appartenenza al Lions Club Val Bormida, ricoprendo numerose cariche e contribuendo in modo concreto e positivo alla crescita del territorio. Era profondamente fiero di far parte del Lions Club e ha sempre incarnato, con coerenza e discrezione, i valori nobili e altruistici dell’associazione.
Un uomo concreto, deciso, ma sempre gentile nel rapportarsi agli altri. Un capitano d’industria che se n’è andato, ma che lascia un segno profondo in tutte le persone che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
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