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Mercosur, stop del Parlamento Europeo: «Un primo passo, ma la battaglia continua»

Accordo rinviato alla Corte di giustizia europea. Coldiretti Cuneo: «Difesa della democrazia e delle regole per tutti»

Mercosur, stop del Parlamento Europeo: «Un primo passo, ma la battaglia continua»

Il Parlamento europeo frena sull’accordo Mercosur e lo rinvia alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Per Coldiretti Cuneo si tratta di un passaggio decisivo: un segnale politico forte contro quella che l’organizzazione definisce una deriva tecnocratica e un tentativo di esautorare il ruolo dell’Europarlamento.

Secondo Coldiretti, il rinvio rappresenta una risposta alle forzature attribuite alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e al suo entourage, accusati di voler imporre l’accordo riducendo il Parlamento a una semplice formalità. Ora, sottolinea l’associazione, serve andare oltre: applicare con forza il principio di reciprocità, impedendo l’ingresso nell’UE di prodotti che non rispettano le stesse regole sanitarie, ambientali e di sicurezza richieste agli agricoltori europei.

 

“Difesa del ruolo democratico”

 

«Se questo blitz fosse andato in porto – afferma Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo – si sarebbe creato un precedente gravissimo, con un Parlamento bypassato e svuotato delle sue prerogative. Sarebbe venuto meno il controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei cittadini, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla PAC».

Nada richiama anche la mobilitazione a Strasburgo, dove Coldiretti era presente con molti giovani agricoltori da tutta Italia, a testimonianza di una protesta che non riguarda solo le istituzioni, ma direttamente chi lavora ogni giorno nei campi.

  

 

“Un primo passo, ma la battaglia continua”

 

Sulla stessa linea il direttore Francesco Goffredo: «Con il voto di oggi si ottiene un primo passo importante, frutto delle nostre mobilitazioni che continueremo a portare avanti. Il Parlamento europeo ha impedito una forzatura pericolosa e ha riaffermato il proprio ruolo, fermando un progetto che avrebbe marginalizzato l’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini europei».

 

Il nodo della reciprocità

 

Per Coldiretti Cuneo, ora la partita si sposta sul merito delle regole: no all’importazione di prodotti che non rispettano gli stessi standard imposti agli agricoltori europei in termini di fitofarmaci, benessere animale, tutela ambientale e sicurezza alimentare. Un punto considerato centrale per garantire concorrenza leale, tutela dei consumatori e salvaguardia del reddito agricolo.

Il rinvio alla Corte UE non chiude la partita Mercosur, ma segna — secondo Coldiretti — un punto fermo: le decisioni che toccano cibo, agricoltura e sicurezza dei cittadini devono passare dal Parlamento, nel rispetto delle regole democratiche e della reciprocità.

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