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22 Gennaio 2026 - 09:44
Il Parlamento europeo frena sull’accordo Mercosur e lo rinvia alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Per Coldiretti Cuneo si tratta di un passaggio decisivo: un segnale politico forte contro quella che l’organizzazione definisce una deriva tecnocratica e un tentativo di esautorare il ruolo dell’Europarlamento.
Secondo Coldiretti, il rinvio rappresenta una risposta alle forzature attribuite alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e al suo entourage, accusati di voler imporre l’accordo riducendo il Parlamento a una semplice formalità. Ora, sottolinea l’associazione, serve andare oltre: applicare con forza il principio di reciprocità, impedendo l’ingresso nell’UE di prodotti che non rispettano le stesse regole sanitarie, ambientali e di sicurezza richieste agli agricoltori europei.
«Se questo blitz fosse andato in porto – afferma Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo – si sarebbe creato un precedente gravissimo, con un Parlamento bypassato e svuotato delle sue prerogative. Sarebbe venuto meno il controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei cittadini, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla PAC».
Nada richiama anche la mobilitazione a Strasburgo, dove Coldiretti era presente con molti giovani agricoltori da tutta Italia, a testimonianza di una protesta che non riguarda solo le istituzioni, ma direttamente chi lavora ogni giorno nei campi.
Sulla stessa linea il direttore Francesco Goffredo: «Con il voto di oggi si ottiene un primo passo importante, frutto delle nostre mobilitazioni che continueremo a portare avanti. Il Parlamento europeo ha impedito una forzatura pericolosa e ha riaffermato il proprio ruolo, fermando un progetto che avrebbe marginalizzato l’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini europei».
Per Coldiretti Cuneo, ora la partita si sposta sul merito delle regole: no all’importazione di prodotti che non rispettano gli stessi standard imposti agli agricoltori europei in termini di fitofarmaci, benessere animale, tutela ambientale e sicurezza alimentare. Un punto considerato centrale per garantire concorrenza leale, tutela dei consumatori e salvaguardia del reddito agricolo.
Il rinvio alla Corte UE non chiude la partita Mercosur, ma segna — secondo Coldiretti — un punto fermo: le decisioni che toccano cibo, agricoltura e sicurezza dei cittadini devono passare dal Parlamento, nel rispetto delle regole democratiche e della reciprocità.
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