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22 Gennaio 2026 - 11:01
Entrerà in vigore a partire dal mese di febbraio 2026 il nuovo obbligo di revisione per i trattori agricoli di tipo veloce, omologati per una velocità massima superiore ai 40 chilometri orari. A chiarire contenuti e implicazioni della norma è il vicedirettore vicario e responsabile provinciale del Settore tecnico di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Silvio Chionetti, sulla base del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 25 novembre 2025.
«Il decreto – spiega Chionetti – recepisce la direttiva europea 45/2014 sui controlli periodici dei veicoli e introduce, per la prima volta in modo strutturato, modalità e tempistiche per la revisione obbligatoria delle trattrici agricole a ruote appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5b. Si tratta di mezzi sempre più diffusi nelle aziende agricole e spesso utilizzati anche su strada, per i quali l’Unione Europea chiede standard di sicurezza e controllo più stringenti, mentre sono esclusi dal provvedimento i cingolati e i mezzi non veloci, sotto i 40 chilometri orari, in accoglimento delle richieste avanzate a suo tempo con determinazione dalla nostra Organizzazione».
Il provvedimento stabilisce un calendario preciso per i primi cicli di revisione. I trattori immatricolati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2019 dovranno essere revisionati entro il 30 giugno 2026, mentre quelli immatricolati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022 avranno tempo fino al 31 dicembre 2026.
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«È fondamentale che le imprese agricole prendano per tempo consapevolezza delle scadenze – sottolinea Chionetti – per evitare sovraccarichi dell’ultimo momento e possibili sanzioni».
Le linee guida ministeriali definiscono in modo dettagliato le modalità di controllo dei principali sistemi del veicolo. Particolare attenzione è rivolta all’impianto frenante, all’impianto elettrico e alle emissioni nocive.
«Per quanto riguarda i freni – precisa il vicedirettore di Cia Cuneo – i centri autorizzati dovranno disporre di attrezzature specifiche come banchi prova a rulli o a piastre, a seconda delle caratteristiche del mezzo, oppure di decelerometri in casi particolari. La norma fissa inoltre una soglia minima di efficienza del freno di servizio pari al 50 per cento, in linea con le omologazioni europee più recenti».
Anche l’impianto elettrico sarà oggetto di verifica, in particolare per l’allineamento dei fari anabbaglianti, che dovrà essere controllato con strumenti adeguati. Sul fronte ambientale, la revisione comprenderà il controllo delle emissioni sia per i motori a benzina o gas sia per quelli diesel, attraverso la misurazione del monossido di carbonio o dell’opacità dei fumi, con riferimento ai valori riportati sulla carta di circolazione o, in assenza, a fini statistici.
«Come Cia – conclude Chionetti – siamo a disposizione delle aziende per fornire assistenza tecnica e informativa, affinché l’adeguamento alla nuova normativa avvenga in modo graduale e senza difficoltà operative»."
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