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Addio a Mario "il granatìn": «Vendeva semi e mangimi, non esistevano ancora le "scatolette" per animali»

Mario Beccaria, aveva 91 anni: tanti ricordano la sua storica bottega a Breo

Addio a Mario "il granatìn": «Vendeva semi e mangimi, non esistevano ancora le "scatolette" per animali»

Si chiamava Mario Beccaria, ma a Mondovì tutti lo avevano conosciuto come "Mario il granatìn". È venuto a mancare la scorsa settimana: aveva 91 anni. Era stato il titolare della storica bottega "Beccaria Sementi" a Breo, di fronte a piazza Ellero.

Quella stessa bottega, dopo di lui, aveva continuato l'attività col nome "La fattoria di Penny", di Diego Penazzo, che poi ha chiuso nel 2023. Ma prima di "Penny" c'era lui: Mario "il granatìn". Era nato e cresciuto in campagna, nella frazione di Pascomonti: ecco perché qualcuno lo conosceva anche come "Mario d'j cent". da figlio di contadini a commerciante.

Una storia "d'altri tempi" non solo in senso cronistico: le piccole botteghe di sementi e mangimi sfusi, oggi, sono qualcosa di lontanissimo. «Aveva rilevato la bottega dal signor Dadone - ci racconta Marina, una delle figlie - e aveva iniziato a lavorare con la moglie, nostra mamma, Vittorina». Oltre alla moglie, Mario lascia le figlie Marina e Clara con le rispettive famiglie.

Sementi, granaglie (da cui la parola "granatìn"), i primi mangimi, venduti nei sacchi, a peso. La sua era stata una delle prime botteghe a vendere le piantine, a fianco delle sementi. Tanto che, nei primi anni, c'era chi passava da Mario e, fra un consiglioe  l'altro, si fermava a scambiare due chiacchiere, a ripararsi dal freddo, a  "fare salotto".

Erano gli anni in cui Mondovì si stava espandendo. ma erano anche gli anni in cui gli animali domestici stavano diventando qualcosa di sempre più comune, qualcosa "per tutti", e non più qualcosa che si poteva trovare solo nelle cascine di campagna. E infatti, col passare del tempo, a fianco dei sacchi di mangimi («Che all'epoca si vendevano sfusi: mica come oggi, con le scatolette!» ricorda la figlia) Mario e Vittorina avevano cominciato non solo a vendere pulcini, ma anche canarini, cocorite, criceti.

Non c'erano le scatolette e le bustine monodose delle marche di oggi, non c'erano i mille accessori: Marina ricorda ancora, col sorriso, quando il papà aveva portato per la prima volta in negozio un collare per cani, al posto della vecchia catena.

A metà degli anni '90 Mario aveva ceduto l'attività e si era ritirato in pensione, a fare il nonno assieme alla moglie. Oggi, poi, quel mondo è cambiato del tutto: chi ha un animale domestico spesso ricorre ai grandi store o acquista on line, che ha davvero l'hobby della botanica o della cura degli animali chiede cose più specializzate.

Ma colpisce un dettaglio, che chi passa a fianco di piazza Ellero può notare... aguzzando un po' la vista. Sui lastroni del palazzo dove sorgeva la bottega del granatìn (e dove ora c'è un'agenzia immobiliare) si possono ancora vedere, piccoli ma nitidi, i segni dell'antica insegna che recitava: "Beccaria - sementi".

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