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23 Gennaio 2026 - 14:09
Non è stata una semplice visita, bensì un autentico viaggio nell’universo dei motori quello che ha coinvolto gli studenti del corso Meccanico dell’Istituto “Cigna” di Mondovì e Luca Filippi, pilota monregalese (dalla Formula 2, all’IndyCar, alla Formula E) ed ex allievo della Scuola.
Un ritorno “a casa”, tra i banchi che lo avevano visto giovane campione e sognatore, dove oggi è stato accolto con partecipazione, portando con sé emozioni, esperienze e messaggi incisivi, capaci di catalizzare l’attenzione dei ragazzi.
Durante l’incontro, organizzato dal prof. Alberto Romero in collaborazione con il prof. Alberto Bonelli, Filippi ha raccontato la sua carriera nel motorsport con sincerità e passione, ripercorrendo le tappe che lo hanno portato dalle prime gare fino ai grandi campionati internazionali.
Un percorso fatto di occasioni colte al momento giusto, di sacrifici e di grandi soddisfazioni, ma anche di scelte difficili e momenti di prova. Proprio su questo tema si è sviluppato uno dei dialoghi più intensi con gli studenti, che non hanno esitato a porre domande dirette anche sui rimpianti e sulle incertezze che possono accompagnare una carriera ad alto livello.
Nel suo intervento, Luca Filippi ha lasciato emergere una profonda emozione nel rievocare alcune tra le competizioni più significative della sua carriera, disputate su tracciati leggendari come Montecarlo e Monza. Dalle sue parole traspariva l’orgoglio di aver condiviso la pista con campioni che hanno segnato la storia dell’automobilismo mondiale: un confronto diretto con l’eccellenza, alimentato da adrenalina, rispetto e costante tensione al miglioramento. Esperienze che, come ha spiegato agli studenti, lo hanno plasmato non solo come atleta ma anche come uomo, insegnandogli cosa significhi competere ai massimi livelli senza smarrire passione e umiltà.
Parlando della sua formazione, Filippi ha ricordato un idolo che lo ha ispirato da ragazzo, Alex Zanardi, esempio di talento, determinazione e forza d’animo. Ė stata l’occasione per soffermarsi anche sul rapporto dei piloti con il rischio: ha infatti spiegato ai ragazzi quanto sia importante riuscire a gestire la paura senza eliminarla, imparando a conviverci e a controllarne le reazioni fisiologiche, trasformando l'adrenalina in concentrazione e performance, anche grazie alla preparazione fisica e mentale.
L’incontro ha inoltre assunto un forte valore tecnico e formativo. Grazie alla sua esperienza di collaudatore e commentatore, Luca Filippi ha raccontato come, negli anni, si sia appassionato sempre di più allo sviluppo tecnologico delle vetture, in particolare delle supercar, evidenziando come molte innovazioni nate nel motorsport trovino poi applicazione nella vita di tutti i giorni, dall’automotive alla sicurezza. Non è mancato un approfondimento sulla guida sicura: una breve, ma intensa lezione in cui ha parlato di controllo del mezzo, gestione delle curve, lettura delle situazioni e responsabilità del pilota, mostrando anche alcuni test drive effettuati recentemente. A tal proposito, ha mostrato alcune delle tecnologie avanzate che vengono utilizzate per analizzare e perfezionare la guida, come l’eye tracker, capace di monitorare i movimenti dello sguardo, e i sistemi di telemetria, fondamentali per leggere ogni dettaglio delle prestazioni in pista. Attraverso questi strumenti, gli studenti hanno potuto comprendere quanto la guida ad alto livello sia il risultato di un equilibrio preciso tra talento, istinto, tecnica e analisi dei dati e come l’attenzione al dettaglio possa fare la differenza nella crescita di un pilota.
Oggi Filippi commenta la Formula E, il campionato elettrico che rappresenta il futuro delle competizioni automobilistiche. Proprio da qui è nata una riflessione sulla guida sostenibile e sull’importanza di un approccio più consapevole alla mobilità, capace di coniugare prestazioni, innovazione e rispetto per l’ambiente.
Il messaggio finale, forte e chiaro, ha lasciato il segno: credere nei propri sogni, anche quando sembrano irraggiungibili, e non lasciarsi bloccare dalla paura. Per gli studenti del Cigna, vedere un ex compagno di scuola trasformare una passione in una carriera di successo è stato uno stimolo concreto a guardare al futuro con ambizione, curiosità e fiducia nelle proprie capacità, consapevoli che quanto appreso nel loro percorso scolastico può avere un risvolto pratico, anche in ambiti non scontati.
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