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24 Gennaio 2026 - 05:07
Il 2025 si chiude con un piccolo ma significativo segnale positivo per il tessuto imprenditoriale della provincia di Cuneo. Dopo anni complessi, la natimortalità delle imprese torna in territorio positivo: il saldo di fine anno registra infatti +74 aziende, pari a un tasso di crescita del +0,11%.
Secondo i dati della Camera di commercio di Cuneo, nel periodo gennaio-dicembre 2025 sono nate 3.361 nuove imprese, mentre le cessazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio) sono state 3.287. Un risultato che deriva soprattutto dal forte calo delle chiusure (-8,2% rispetto al 2024), più che da un aumento delle nuove aperture.
Il dato, pur contenuto, rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti: nel 2024 il tasso di crescita era stato negativo (-0,30%) e nel 2023 si era fermato a -0,10%. Il risultato resta inferiore sia alla media regionale (+0,29%) sia a quella nazionale (+0,96%), ma segna comunque una battuta d’arresto nel ciclo di calo demografico delle imprese.
A sottolinearne il valore è il presidente della Camera di commercio di Cuneo, Luca Crosetto:
“Accogliamo con favore il dato sulla natimortalità che, per la seconda volta in quindici anni, mostra un’inversione di tendenza con un saldo positivo, seppur contenuto, di 74 unità. Non è un traguardo scontato, ma un segnale di resilienza che interrompe il lungo ciclo di calo demografico delle imprese”.
L’analisi per forma giuridica conferma una trasformazione strutturale del sistema imprenditoriale cuneese. Le società di capitale continuano a crescere con forza: rappresentano oggi il 16,1% delle imprese provinciali e segnano un +4,43% nel 2025.
In aumento anche le altre forme (cooperative e consorzi) con +0,86%, mentre risultano in calo:
Società di persone (-0,14%)
Ditte individuali (-0,94%), che restano comunque la forma più diffusa (60,4% del totale)
Dal punto di vista settoriale, la crescita è sostenuta soprattutto dai:
Servizi (+2,62%)
Turismo (+1,10%)
Costruzioni (+0,51%)
Restano invece in difficoltà alcuni comparti chiave per la Granda:
Agricoltura (-2,03%), che pesa per il 26,6% delle imprese provinciali
Commercio (-1,96%)
Industria in senso stretto (-0,63%)
A fine 2025, lo stock complessivo è pari a 64.384 imprese con sede in provincia, mentre le localizzazioni totali sono 80.569. Numeri che raccontano una provincia ancora alle prese con profondi cambiamenti, ma capace di mostrare segnali di tenuta.
Il +0,11% non è una svolta, ma rappresenta un piccolo passo avanti: un segnale che la Granda, pur tra difficoltà strutturali, sta provando a fermare l’emorragia e a costruire una base per una crescita più solida.
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