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Dai forti "Baus" e "Argentera" al timido "Lykos": tutti gli ospiti del Centro Uomini e Lupi

Oltre stereotipi e paure, il Centro racconta le storie dei suoi lupi via social

Dai dominanti "Baus" e "Argentera" al timido "Lykos": alla scoperta degli ospiti del "Centro Uomini e Lupi"

Alcuni dei lupi che vivono nel Centro

Un lupo alla volta, con rispetto, curiosità e anche un pizzico di leggerezza. È la strada scelta dal Centro Uomini e Lupi di Entracque che, attraverso una simpatica e curata campagna social, sta presentando al pubblico gli ospiti della struttura: maschi e femmine di Canis lupus accolti nelle tre aree protette recintate, ciascuno con una storia unica, un carattere preciso e tratti distintivi che aiutano a riconoscerli.

Un modo nuovo e coinvolgente per avvicinare le persone al mondo del lupo, andando oltre stereotipi e paure, e raccontando invece individui, relazioni e dinamiche di branco.

Nell’Area Centrale vive Lykos, maschio nato nel 2016 proprio a Entracque. Il suo nome, che dal greco significa “lupo”, è importante quanto la sua storia. Oggi condivide il recinto con Baus, Argentera, Alberto e Hope. Più appartato e a tratti sottomesso rispetto ai fratelli, Lykos si distingue per la colorazione marrone-rossiccia del mantello e per una mascherina facciale netta e molto marcata.


Lykos, foto Patrizia Valenziano

Accanto a lui spicca Baus, come la cima omonima del massiccio dell’Argentera da cui prende il nome. Possente, fiero, con coda alta e atteggiamento dominante, Baus impone la sua precedenza nel nutrirsi e nel branco. Le sue dimensioni e il manto più scuro rispetto agli altri lo rendono immediatamente riconoscibile.


Baus

La vetta più alta delle Alpi Marittime dà invece il nome a Argentera, lupa dominante dal manto argenteo e dal portamento elegante. Il suo nome – come quelli dei fratelli Baus, Mistral, Lykos e Zampa – fu scelto nel 2016 grazie a una campagna del progetto europeo Life Wolf Alps, in collaborazione con La Zampa de La Stampa. Profilo affusolato, mascherina bianca sottogola estesa e movimenti aggraziati sono i suoi segni distintivi.


Argentera

Tra i lupi più anziani del centro c’è Alberto, arrivato dall’Abruzzo nel 2012. Dopo i primi anni a Pescasseroli, è stato trasferito a Entracque per esigenze logistiche. Inizialmente dominante insieme a Hope, con il tempo ha perso questo ruolo, ma è ancora spesso avvistato accanto a Baus e Argentera. Il suo profilo caratteristico e la sfumatura rossiccia del mantello lo rendono facilmente riconoscibile.


Alberto

Hope è una storia di resilienza. Arrivata nel 2013 dopo un incidente stradale a Pragelato, fu inizialmente curata al CANC di Grugliasco. Il suo nome, scelto dalla collettività nell’ambito del progetto Life Wolf Alps, esprimeva la speranza di un ritorno in natura, purtroppo reso impossibile da complicazioni durante la convalescenza. Oggi Hope si riconosce per il manto chiaro, il muso affusolato e una caratteristica lesione al labbro, segno di uno scontro avvenuto in area.


Hope, foto di Patrizia Valenziano

Nell’Area Nord vivono invece Cati, Loup e Castel. Cati si distingue per la silhouette snella e per la mascherina facciale bianca, tipica del Canis lupus. Loup, giovane lupa recuperata in Valle Stura e ospite del centro dall’ottobre 2024, colpisce per lo sguardo intenso e per le bande scure molto marcate sulle zampe anteriori, caratteristiche della sottospecie Canis lupus italicus.


Cati


Loup

Ultimo arrivato è Castel, giovane maschio recuperato nel novembre 2024 a Castelletto Stura dopo un incidente stradale. Dopo le cure al CANC e una lunga convalescenza che ne ha impedito il rilascio, è entrato a far parte della struttura nel gennaio successivo.


Castel

Raccontare i lupi uno per uno significa restituire complessità a una specie simbolo, spesso semplificata o fraintesa. La campagna del Centro Uomini e Lupi di Entracque riesce così a unire divulgazione scientifica e comunicazione empatica, ricordando che dietro ogni nome c’è una storia fatta di natura, incontri e convivenza possibile.

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