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Cirio da Bruxelles cita Primo Levi: «Comprendere è impossibile, ma dobbiamo ricordare»

Nel Giorno della Memoria, dal Parlamento Europeo: «Ricordare la Shoah vuol dire difendere la dignità della persona»

Giorno della Memoria, Cirio da Bruxelles cita Primo Levi: «Comprendere è impossibile, ma dobbiamo ricordare»

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio

«Comprendere è impossibile, ma abbiamo il dovere di conoscere e ricordare». Le parole di Primo Levi tornano con forza nel Giorno della Memoria e risuonano anche a Bruxelles, dove il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha voluto aprire i lavori della Commissione ECON con un momento di riflessione dedicato alla Shoah.

«Il 27 gennaio non è solo una data: è un impegno quotidiano a non dimenticare», ha scritto Cirio in un messaggio pubblicato sui social, sottolineando il valore universale della memoria come fondamento della vita democratica. Un richiamo che va oltre la commemorazione formale e che interroga il presente, le istituzioni e i cittadini.

Ricordare la Shoah, ha spiegato il presidente della Regione Piemonte, significa infatti «difendere ogni giorno la dignità della persona, la libertà e la democrazia». Valori che non possono mai essere dati per scontati e che trovano nella memoria storica uno strumento essenziale di tutela e consapevolezza.

La scelta di iniziare i lavori della Commissione ECON con il ricordo del Giorno della Memoria assume un significato particolare nel contesto europeo, dove il passato del continente continua a essere un monito contro l’odio, l’intolleranza e ogni forma di discriminazione. «È una responsabilità che riguarda tutti noi, come cittadini e come istituzioni», ha ribadito Cirio.

Nel Giorno della Memoria, il richiamo di Primo Levi e le parole del presidente piemontese ricordano che la memoria non è solo esercizio del ricordo, ma un atto civile e politico: conoscere per non ripetere, ricordare per costruire una società fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla dignità umana.

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