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Scuole superiori: il trasloco sarà... complicato

La Provincia svela il piano per “Baruffi”, Licei, Alberghiero: sarà una fase complicata. Il trasferimento del “Baruffi” si farà a fine marzo, a febbraio verrà acquistato il “Michelotti”

Scuole superiori: il trasloco sarà... complicato

Lo si è detto molte volte, ma lo ribadiamo: sarà una fase complessa, difficile, forse anche snervante. E sappiamo che, con queste parole, potremmo essere eufemistici. Le Scuole superiori di Mondovì Piazza stanno per entrare in un momenti “di transizione”. Una rivoluzione che parte da una situazione non ottimale (da quanti anni si parla dei problemi delle sedi ISS? Dieci? Venti?), in cui si sommano i problemi dei Licei e dell’Alberghiero: ma che, come tutte le rivoluzioni, per completarsi ha bisogno di passare attraverso un vortice. Tumultuoso. E che non sarà “indolore”.

UN “PIANO”, TANTE CONSEGUENZE… QUALCHE MUGUGNO

La Provincia di Cuneo ha iniziato a svelare i primi dettagli sul “triplice trasloco” a valle della riunione che si è svolta il 22 gennaio, la “Cabina di regia”, che ha coinvolto le tre dirigenze. E anche se nessuno oggi apre bocca, le voci che sono circolate parlano di un clima… non proprio “rose e fiori”. Ora ha chiuso via Tortora, per “preparare il terreno” alla demolizione del “Baruffi”. La rivoluzione, riassunta – dopo scendiamo più nel dettaglio – sarà così composta: l’intero “Baruffi” verrà traslocato nella nuova Scuola alla Polveriera, assieme a una decina di classi dei Licei (i corsi Scientifico e Sportivo), e altrettante classi dell’Alberghiero verranno collocate in piazza IV Novembre nei locali lasciati vuoti dal Liceo. Capite la complessità?

IL “BARUFFI”: TRASLOCA A MARZO, DEMOLITO ENTRO GIUGNO

Il trasferimento delle classi del “Baruffi” è previsto indicativamente entro la fine del mese di marzo. Le studentesse e gli studenti iscritti all’Istituto stesso frequenteranno le lezioni presso il nuovo edificio di via Polveriera, che è ormai quasi ultimato. E l’edificio attuale, la cui costruzione risale alla seconda metà degli anni ’60, verrà raso al suolo entro la fine di giugno: al suo posto, si vuole ricavare un’area verde. Merita ricordare che i finanziamenti per la costruzione della nuova Scuola arrivano dal PNRR e che avevano come vincolo il fatto che la costruzione della nuova Scuola corrispondesse alla demolizione di una vecchia sede (e non era ovviamente possibile demolire edifici di alto valore storico, come la sede dei Licei: questo fatto, sommato alle norme anti-sismiche, rendeva la scelta del “Baruffi” quasi obbligata). La nuova Scuola alla Polveriera comprende circa 40 aule: l’Istituto “Baruffi” conta una ventina di classi, dunque andrà a occupare metà dell’edificio.


IL LICEO VERSO LA “SEPARAZIONE” TEMPORANEA, MA NON BREVE

La restante parte della nuova Scuola alla Polveriera verrà riempita da una dozzina di classi del Liceo “Vasco-Beccaria-Govone”: l’ipotesi è quella di spostare i corsi Scientifico e Sportivo dalla sede di piazza IV Novembre (quindi: non verrebbero spostate le classi dei corsi Umanistico, LES e Linguistico della Succursale né quelle dell’Artistico con i laboratori, né quelle del Classico storicamente legate alla sede antica). Le tempistiche, in questo caso, potrebbero essere un po’ diverse: non sono ancora definite (potrebbe avvenire ad aprile?). Nel frattempo, la Provincia di Cuneo procederà entro la fine di febbraio all’acquisto del padiglione “Michelotti” dell’ex Ospedale, passaggio per l’avvio concreto del progetto di realizzazione della sede unitaria dei Licei. E tutto questo si incrocia col terzo spostamento: quello delle classi dell’Alberghiero.

L’ALBERGHIERO DA RIUNIRE

L’Alberghiero “Giolitti” è “diviso” dal giorno della frana del 2017. Attualmente, una decina di classi del “Giolitti” fanno lezione presso la sede del “Baruffi”: da marzo, una parte di queste tornerà nella sede storica, in quel che resta della “ex palazzina delle 20 aule” (parzialmente abbattuta: ospiterà una parte di classi e una parte di locali a uso diverso) e una parte nell’edificio dei Licei di piazza IV Novembre. Ma, come abbiamo spiegato qualche riga fa, le tempistiche dei traslochi non sono definite: questo potrebbe comportare una fase (breve? lunga?) di “convivenza” meno facile di quello che si pensava tra il “Giolitti” e i Licei. È probabilmente utopistico pensare che questo gioco di incastri – un rompicapo che qualcuno sta paragonando al famoso videogioco del “Tetris” – vada perfettamente liscio: e se non sarebbe giusto imporre ai malumori di tacere (soprattutto per chi da anni sopporta situazioni disagevoli), crediamo sia altrettanto sincero ammettere che davanti a una macro-rivoluzione di questo tipo è quasi scontato attendersi degli intoppi.

«DISAGI INEVITABILI: MA QUI COMINCIA LA SOLUZIONE»

Per quanto riguarda i trasporti scolastici, non sono previste variazioni: il servizio di autobus e la Funicolare manterranno le attuali modalità di funzionamento. «Dopo oltre trent’anni si giungerà così a conclusione di una lunga e complessa fase della logistica scolastica monregalese – sottolinea il consigliere provinciale, Pietro Danna – dotando l’Istituto Alberghiero e i Licei di sedi unitarie e garantendo a tutti e tre gli Istituti strutture nuove e adeguate. Un percorso impegnativo, che comporterà inevitabilmente alcuni disagi, per i quali fin d’ora mi scuso, confidando nella collaborazione e nella pazienza di studenti, famiglie e personale scolastico. Voglio inoltre ringraziare i dirigenti scolastici dei tre Istituti superiori di Mondovì per il lavoro condiviso e per la disponibilità dimostrata in questi mesi: il confronto costante con la comunità scolastica resta un elemento centrale per accompagnare nel modo migliore questa fase di transizione».

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