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Bocconi a terra e un gatto avvelenato: doppio intervento per il cane Argo

Giorni impegnativi per l'Unità Cinofila Antiveleno delle Alpi Marittime. Insieme ad Argo c'è il guardiaparco Mattia Colombo

Bocconi a terra e un gatto avvelenato: doppio intervento per il cane Argo

Argo e Mattia durante un'indagine

Nei giorni scorsi l'Unità Cinofila Antiveleno delle Aree Protette Alpi Marittime, composta da Argo, bracco francese dei Pirenei (allevamento San Donato) e dal guardiaparco Mattia Colombo, è stata attivata dalla Polizia Locale di Vignolo a seguito della segnalazione dell'avvelenamento di un gatto.

Mercoledì 28 gennaio, Argo e Mattia sono intervenuti tempestivamente per la bonifica dell’area interessata, alla ricerca di eventuali sostanze tossiche o bocconi avvelenati. Fortunatamente l’operazione si è conclusa senza il rinvenimento di materiale pericoloso, mentre restano in corso le indagini da parte della Polizia Locale per chiarire le responsabilità dell’episodio.

Ma in questi giorni Argo e Mattia sono stati molto impegnati!
Insieme all'altra Unità Cinofila APAM, composta dall'addestratrice cinofila ENCI Roberta Bottaro e da Virgilio (cane di razza drahtaar), all'Unità Cinofila delle Aree Protette Alpi Cozie (Lorenzo Brino con Maya, pastore australiano), a Simone Peraldo dell'Arma dei Carabinieri - Forestale con Puma (Malinois) e al Nucleo CUFA di Tortona, infatti, sono intervenuti anche nel sopralluogo e nella bonifica di un'area nei pressi del Comune di Isola Sant'Antonio (AL).

L’intervento è stato sollecitato dal rinvenimento di un boccone avvelenato da parte dei Carabinieri Forestali di Tortona, segnalato da un cittadino e immediatamente rimosso. A scopo precauzionale, è stato richiesto il supporto delle Unità Cinofile Antiveleno per una bonifica approfondita dell’area. Anche in questo caso, grazie al fiuto infallibile dei cani, non sono state individuate ulteriori esche.

Questi interventi dimostrano ancora una volta quanto il lavoro delle Unità Cinofile Antiveleno sia importante non solo per la protezione della fauna, ma anche per la sicurezza delle persone, bambini in particolare, che potrebbero inconsapevolmente imbattersi in sostanze letali.

Come ricordato dalle Amministrazioni coinvolte e ribadito dall’Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime, l’avvelenamento rappresenta un atto grave: il maltrattamento e l’uccisione di animali sono reati perseguibili ai sensi del Codice Penale.

La prevenzione, la vigilanza e la collaborazione tra enti e cittadini restano strumenti essenziali per contrastare questi gesti crudeli e tutelare il territorio.

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