ultime notizie
31 Gennaio 2026 - 07:01
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
La Regione Piemonte rilancia il Voucher Vesta 2026, lo strumento pensato per sostenere le famiglie nelle spese per i servizi all’infanzia. Sul piatto ci sono 20 milioni di euro destinati a circa 20mila famiglie con Isee fino a 40mila euro, con un nuovo click day previsto per la primavera del 2026. Numeri importanti, che però non cancellano le criticità di un modello che continua a legare l’accesso al welfare alla rapidità di connessione e alla dimestichezza digitale.
Nel primo anno di applicazione Vesta ha raggiunto 10mila famiglie, con voucher utilizzabili già da novembre 2025 e rimborsi accreditati direttamente sul conto corrente. Un risultato positivo, che ha permesso di estendere il sostegno anche a una parte del ceto medio, tradizionalmente escluso dai contributi per la natalità. Ma il meccanismo di assegnazione, basato sul click day, ha lasciato fuori molte famiglie pur in possesso dei requisiti.
Il nuovo bando raddoppia risorse e beneficiari e introduce un click day articolato per fasce di reddito, aperto per dodici ore. Un correttivo che punta a rendere la distribuzione più equilibrata, ma che non supera del tutto il nodo di fondo: un sistema competitivo per accedere a un aiuto che dovrebbe essere strutturale e universale.
«Con Vesta la Regione Piemonte ha aperto una strada nuova nelle politiche per le famiglie», rivendicano il presidente Alberto Cirio e l’assessore Maurizio Marrone, sottolineando semplicità e riduzione della burocrazia. Tuttavia, mentre le procedure amministrative si snelliscono, resta aperta la questione dell’equità: non tutte le famiglie hanno le stesse competenze digitali, lo stesso tempo o le stesse condizioni per partecipare a una selezione che si gioca in poche ore.
Il rischio è che anche una misura pensata per sostenere la genitorialità finisca per trasformarsi in una gara, dove chi resta indietro non è necessariamente chi ne ha meno bisogno, ma chi arriva un attimo dopo. Vesta 2026 rappresenta senza dubbio un passo avanti nelle politiche familiari regionali, ma il dibattito resta aperto: può il sostegno alla natalità continuare a dipendere da un click?
Edicola digitale
I più letti
Versione web de L'"Unione Monregalese", settimanale cattolico di informazione, notizie ed opinioni di Mondovì. Iscr. n°8 Reg. Canc. Trib. di Mondovì del 05-04-1951.
Direttore Responsabile Corrado Avagnina.
Edito da CEM - Cooperativa Editrice Monregalese Piazza S. Maria Maggiore, 6 - 12084 Mondovì - Tel. 0174 552900 - P.Iva: 01654260049
Registro delle Imprese di Cuneo n. 01654260049
Albo Società Cooperative n. A118893
Capitale Sociale € 25.768,00 i.v.
L’Unione Monregalese percepisce i contributi pubblici all’editoria. Tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Amministrazione trasparente: pubblicazione dei contributi pubblici, importo lordo contributo editoria anno 2022 euro 363.048,48 come da decreto della Presidenza Consiglio Ministri del 5.12.23
Oltre a quanto evidenziato in Nota Integrativa si evidenzia che gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla società sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di stato di cui all'art. 52 della L. 234/2012 a cui si rinvia e consultabile a questo link