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Regione-Vigili del fuoco, accordo da 1 milione: più risorse contro gli incendi e formazione per i volontari

Firmata la Convenzione tra Regione e Direzione regionale: 800 mila euro per l’antincendio boschivo 2026–2027 e 200 mila per preparare 456 operatori

Regione-Vigili del fuoco, accordo da 1 milione: più risorse contro gli incendi e formazione per i volontari

Un passo deciso verso un sistema di emergenza più strutturato, stabile e coordinato. Regione Piemonte e Direzione regionale dei Vigili del fuoco rafforzano la loro collaborazione con la firma di una Convenzione che definisce in modo chiaro ambiti di intervento, responsabilità e risorse nel campo della protezione civile e del contrasto agli incendi boschivi.

La firma, avvenuta a Palazzo della Regione, segna il superamento di una fase fatta di strumenti frammentati e interventi emergenziali, aprendo a un modello di cooperazione continuativa e programmata, capace di unire pianificazione, prevenzione, formazione e operatività.

 

800 mila euro per il sistema antincendio boschivo

 

Il cuore dell’accordo è lo stanziamento di 800.000 euro complessivi per il biennio 2026–2027 (400 mila euro annui), destinati al potenziamento del sistema regionale AIB. Le risorse serviranno a garantire il funzionamento della Sala operativa unificata permanente (SOUP), il coordinamento delle operazioni di spegnimento a terra e aereo, l’impiego di personale specializzato e le attività di addestramento congiunto tra le diverse componenti operative.

 

200 mila euro per formare 456 volontari

 

Accanto all’operatività, un investimento importante riguarda la formazione: ulteriori 200.000 euro finanzieranno percorsi mirati che coinvolgeranno 456 volontari, per un totale di oltre 40.000 ore dedicate a gestione delle emergenze, interventi antincendio, sicurezza operativa e coordinamento interforze. Un tassello fondamentale per rendere più efficace la risposta sul territorio, soprattutto in scenari sempre più complessi legati ai cambiamenti climatici e all’aumento dei rischi naturali.

 

Gabusi: «Non solo un atto amministrativo»

 

Per l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi, la firma rappresenta molto più di un passaggio formale:
«Oggi la Regione Piemonte compie un passo fondamentale per rafforzare il proprio sistema di Protezione civile. Questa Convenzione non è solo un atto amministrativo, ma il risultato di un grande lavoro di collaborazione istituzionale».
Gabusi ha sottolineato come l’accordo significhi «investire sulla sicurezza dei cittadini e sulla capacità reale di risposta alle emergenze», ringraziando inoltre chi ha contribuito a mettere a sistema competenze e risorse.

L’assessore ha poi aggiunto che l’intesa permette di «rafforzare in modo concreto la capacità di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, puntando su un sistema integrato e coordinato, fondato su cooperazione istituzionale, investimenti e formazione continua».

 

Paola: «Nuove strategie operative»

 

Sulla stessa linea il direttore regionale dei Vigili del fuoco del Piemonte Alessandro Paola, che ha evidenziato come la sottoscrizione dell’accordo «consentirà di realizzare nuove strategie operative finalizzate al potenziamento della capacità di risposta alle emergenze e alla prevenzione dei rischi territoriali».
Un ruolo, quello dei Vigili del fuoco, che diventerà «ancora più incisivo grazie alla collaborazione istituzionale», assicurando al contempo il raccordo con la struttura nazionale del Corpo.

 

Tripodi: «Serve spirito di squadra»

 

A chiudere il quadro, le parole della viceprefetto vicario di Torino Alessandra Tripodi, che ha richiamato l’importanza del lavoro corale:
«La Protezione civile è fatta di collaborazione costante e spirito di squadra. In scenari complessi come gli incendi boschivi è fondamentale integrare tutte le professionalità per dare risposte sempre più efficaci».

 

Un modello che guarda al territorio

 

La Convenzione si inserisce in un percorso più ampio che punta a rafforzare l’intero sistema regionale di prevenzione e gestione delle emergenze. Un cambio di passo che mira a restituire al Piemonte un modello di cooperazione solido, integrato e pronto all’azione, dove istituzioni, professionisti e volontariato lavorano insieme con obiettivi chiari e risorse certe.

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