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Boschi abbandonati e rischio frane: l'Associazione fondiaria può essere una via d'uscita

Associazioni fondiarie in campo a Niella Tanaro: mappature, interventi forestali e iniziative locali per recuperare terreni abbandonati e prevenire il rischio idrogeologico

Boschi abbandonati e rischio frane: la montagna cerca una via d’uscita

Una montagna sempre più spopolata, sempre meno persone che hanno la possibilità e le competenze di occuparsi degli appezzamenti di terreno, spesso eredità di famiglia. Sono sempre di più i terreni e i boschi abbandonati a sé stessi per questo motivo, oltre, naturalmente, ai proprietari soli che vengono a mancare senza eredi lasciando silenti le loro particelle. Il tutto offre un quadro di improduttività e assenza di programmazione che può rappresentare anche un concreto pericolo per il territorio dal punto di vista idrogeologico. Una situazione che potrebbe trovare una soluzione attraverso l’innovativo strumento delle Associazioni Fondiarie.

Venerdì presso la Polivalente di Niella Tanaro, presieduta dal presidente Vittorio Camilla e dal dottor Giacomo Bergese, si è tenuta un’assemblea aperta dell’Associazione Fondiaria Monregalese (attiva dal 2019). Sono state invitate a intervenire anche le rappresentanze dei comuni del territorio, a cominciare dall’Amministrazione comunale di Niella, rappresentata dal sindaco Gian Mario Mina, di Mondovì, con il vicesindaco Gabriele Campora, di Marsaglia con la prima cittadino Franca Biglio e Cigliè con il sindaco Adriano Ferrero. Inoltre, erano presenti varie componenti del territorio, tra cui l’Associazione Nigella rappresentata da Mauro Benedetto. Il senso dell’assemblea era in primis far conoscere le attività del sodalizio illustrando i vantaggi derivati dalla scelta di affidare le proprie proprietà e dare nuovo impulso all’attività associativa. «Le Associazioni fondiarie non sono a scopo di lucro – ha spiegato Camilla –, ma possono funzionare ed essere sostenibili solo se sono di una certa ampiezza. Ecco perché molte più piccole si sono associate alla Coassfo». L’appuntamento si è aperto con l’intervento di Marco Devecchi, presidente dell’Accademia dell’Agricoltura di Torino. L’Associazione ha ricevuto un finanziamento, insieme ad altre sei, dalla Regione Piemonte ammontante a 65.000 euro. In previsione, l’Associazione ha un intervento di miglioramento forestale che interesserà una superficie di 5 ettari in zona Fornelli di Niella Tanaro. Sarà un’operazione finalizzata a favorire la naturale dinamica evolutiva della selva, con diradamento selettivo sulle piante migliori e più stabili. Inoltre sono in previsione due momenti di sensibilizzazione, per promuovere l’Associazione, con idee che spaziano dalle serate divulgative a passeggiate tematiche. Inoltre, si intende analizzare il patrimonio comunale, con la mappatura catastale delle aree boscate nei nuovi territori di interesse, la ricostruzione delle proprietà finanziaria e la raccolta e verifica dei dati dei proprietari.

«Non è così vero che i terreni abbandonati stanno lì e non generano costi – ha spiegato Bergese –, in caso di frana ad esempio io ho la responsabilità di gestire il terreno e devo dimostrare di averlo gestito. Inoltre, un terreno abbandonato perde valore». «Questa assemblea soci aperta serve a favorire un incontro tra chi è già in associazione e far vedere quello che si farà in futuro, anche con possibili nuovi soci – ha detto ancora Bergese – le associazioni fondiarie esistono dal 2016, ci sono stati picchi legati all'erogazione dei finanziamenti regionali nella loro attività. In Piemonte ci sono una cinquantina associazioni fondiarie, ma quelle attive sono più o meno venti. Di queste cinquanta circa la metà sono della Provincia di Cuneo. Quindi il nostro è un territorio frammentato e complesso. In Sicilia il terreno più piccolo misura un ettaro, da noi parliamo di cinquanta metri. Da una parte abbiamo altissima disponibilità di terreni, ma dall'altra parte associazioni gestite in maniera volontaristica che nascono quando qualcuno si impegna e cessano quando questo qualcuno smette di occuparsene. C'è una bassa capacità finanziaria perchè non c'è una capacità stabile di finanziarsi. In più l'ente non ha scopo di lucro, questo è un elemento che potrebbe essere modificato in vista di una nuova legge, ma non è chiaro quanto ci vorrà ancora. I problemi da risolvere sono due: trovare più terreni possibili e poi procurarci le risorse. Attraverso le risorse infatti sarà più semplice anche risolvere il primo problema».

«Gli investimenti che vengono fatti tramite le Associazioni fondiarie consentono anche di valorizzare i terreni e contrastare il loro deprezzamento, riducono i rischi ambientali e mantengono viabilità e sentieristica. Ad esempio sull'intervento ai Fornelli di Niella Tanaro sarebbe stato utile includere il recupero delle piste che portano verso Mondovì, ma i fondi non erano sufficienti. Quello delle piste è un tema non secondario da considerare». «Tra i vantaggi per i proprietari, oltre alla gestione del terreno e alla protezione dall'usucapione c'è anche la possibilità di ricevere a casa il legname frutto del lavoro su quel terreno. Ad oggi siamo sui 25 soci e 91 ettari. Al momento la maggior parte dei terreni è di proprietà privata, solo alcuni sono stati messi a disposizione dal Comune di Niella Tanaro».

 

 

 

 

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