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04 Febbraio 2026 - 12:12
SMA, la Società Monregalese Ambiente, ha depositato negli uffici della Provincia di Cuneo il progetto di allargamento della discarica di Magliano Alpi. È un progetto importante e impattante, in qualsiasi modo la si voglia vedere.
Le due “vasche” della discarica attuale si andranno a esaurire nei prossimi mesi: probabilmente fra l’estate e l’autunno. SMA vuole realizzare due nuove “vasche” per un volume totale di 400-450 mila metri cubi di capienza: da 396 mila a 446 mila, a seconda dello riempimento. Un progetto che consentirà di far durare la discarica per un periodo che, in previsione, può essere stimato in 13 anni.
Risultato? Quando saranno chiuse le altre discariche – e auspicando che si vada verso una riduzione di rifiuti – quella di Magliano Alpi resterà una delle uniche due ancora funzionanti in provincia di Cuneo. L’ampliamento era già stato annunciato e illustrato “per sommi capi” da Michele Odenato, presidente SMA, ai sindaci in assemblea lo scorso novembre.
Nonostante il tema sia “spinoso” e scomodo, nessuno si era espresso in modo contrario: c’erano state alcune domande, chiarificazioni… ma a quanto pare sono lontani i “vecchi tempi” in cui un progetto di allargamento della discarica genera tumulti politici e moti di piazza.

Da tempo si sa che l’impianto di Magliano si sta esaurendo: da qui nasce il progetto di allargamento. Il volume, come detto, è importante: ma, stando al progetto, verrà realizzato senza andare a occupare alcun altro terreno sul Beinale al di fuori del perimetro attuale: le due nuove “vasche” saranno realizzate a fianco dell’impianto attuale. Dove? La prima (che nel progetto viene chiamata “vasca 3”) verrà ricavata tra la discarica attuale e l’autostrada Torino-Savona che passa a sud dell’impianto. La seconda, invece, sul lato opposto (il progetto la chiama “vasca 4”). L’iter per l’approvazione durerà mesi, e i lavori un tempo ancora maggiore.
Ma si procederà per lotti: questo vuol dire che la discarica “chiuderà” solamente per una parte dei lavori (indicativamente potrebbe trattarsi di 6 mesi, forse di più: un anno?) in attesa di scavare la prima parte della “vasca 3” e riaprire. In questa fase, che succederà? I camion di rifiuti che raccolgono il “tal quale” non lo porteranno a Magliano, ma all’impianto di Villafalletto, dove verranno trattati per separare la frazione “umida” da quella “secca” (e quest’ultima viene poi destinata agli impianti che la trasformano in CSS, ovvero il combustibile destinato all’utilizzo termico nei cementifici).
Nella discarica a Magliano, attualmente, va a finire circa il 35% dei rifiuti indifferenziati raccolti nel bacino ACEM, dopo la separazione, il trattamento, la stabilizzazione. È una parte… ma non è piccola. Nell’Albese, dove c’è il Consorzio COABSER, la percentuale è minore, circa il 15%. E nel Cuneese, bacino ACSR, si è attorno al 20%. Il Monregalese deve ridurre la sua… quota di rifiuto in discarica.
Ma allora la domanda è: se in futuro i Comuni di ACEM riusciranno a ridurre la quantità (non è solo un auspicio: è la direzione verso cui spinge l’Autorità regionale per i rifiuti, e non è un dettaglio di poco conto)… come mai un ampliamento così grosso? La risposta sta nel fatto che il Cuneese ha già esaurito il suo sito per il rsu e l’Albese lo esaurirà in futuro. La discarica di Magliano Alpi, ampliata, potrebbe essere destinata a diventare l’unica “soluzione finale” del rsu stabilizzato per questa fetta della provincia di Cuneo. Questo il futuro (prossimo? ipotetico?) per l’impianto che, fra l’altro, dal 1° gennaio di quest’anno non è più gestito da IREN ma totalmente in mano a SMA.
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