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«Armo-Cantarana: aspettiamo buone notizie, il viadotto Uveghi per ora non si chiude»

Parla il presidente della Provincia di Imperia, Scajola: sul traforo ci sono speranze di finanziamento; sul viadotto lungo la SS 28 niente chiusura, ma occorre completare in fretta le verifiche ANAS e finanziare gli interventi di messa in sicurezza

«Armo-Cantarana: aspettiamo buone notizie, il viadotto Uveghi per ora non si chiude»

A margine della seduta del Consiglio provinciale di Imperia, svoltosi lunedì mattina, il presidente Claudio Scajola (nella foto) ha fatto il punto su due criticità infrastrutturali che riguardano direttamente anche il confinante Piemonte e più in particolare la Valle Tanaro.

Per quanto riguarda il traforo Armo-Cantarana, Scajola ha sottolineato come: «Due anni fa a Pieve di Teco, in un convegno proprio a tema ci era stato riferito che a breve il progetto avrebbe ottenuto il finanziamento. Qualche giorno fa ho chiesto lumi al viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Edoardo Rixi, il quale mi ha riferito che ci sono buone speranze, anche se in significativo il ritardo. Ma mi auguro che quello che lui ha detto, siccome è un efficiente membro del Governo, ci porti in tempo breve ad avere delle notizie positive».

Nell’agosto del 2024, infatti, a Pieve di Teco, si era tenuto un incontro per fare il punto sullo stato dell’opera e proprio in quell’occasione il viceministro Rixi aveva annunciato quello che si sperava potesse essere il cronoprogramma della Armo-Cantarana: procedura di Via a fine 2024 e lavori appaltati tra il 2025 e il 2026. Ad oggi, però, ancora tutto tace.

Altro tema affrontato dal presidente è stato quello del viadotto Uveghi lungo la Statale 28, attualmente soggetto a senso unico alternato e a limitazioni del traffico pesante, dopo i controlli di Anas che hanno evidenziato segni di usura nella struttura, provvedimenti che hanno fatto temere una possibile chiusura totale del collegamento. Benché annunciato per la fine di gennaio un quadro completo, al momento da parte dell’ANAS non sono arrivate comunicazioni ufficiali sullo stato di salute del viadotto.

«Io forse vado controcorrente: ogni volta che si apre un cantiere sono contento – ha dichiarato Scajola –. Non c’è dubbio che quando si fanno i lavori si creano degli intralci, ma i lavori vanno fatti e non vanno rinviati. Ci vuole attenzione, e se l’ANAS finalmente ha avuto più attenzione per i nostri viadotti, ben venga. Il nostro compito qual è? Far sì che i lavori si possano svolgere nel tempo più celere possibile».

Scajola ha sottolineato inoltre che al momento non è prevista la chiusura del viadotto. «Se gridiamo al lupo al lupo, corriamo il rischio che qualcuno dica che è meglio chiuderlo. Ma al momento i dirigenti dell’ANAS ritengono che sia percorribile dai mezzi. Occupiamoci di far finire lo studio nei tempi più celeri e di finanziare il lavoro per rimetterlo in piena funzionalità», ha concluso il presidente.

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