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05 Febbraio 2026 - 10:45
In Audizione al Senato, mercoledì 4 febbraio, l’Associazione Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani ha presentato un documento contenente una serie di proposte per contrastare la chiusura delle edicole. La perdita di questo tipo di esercizi, soprattutto in territori di provincia o nei piccoli centri, si è fatta sempre più consistente, anche a causa della concorrenza del digitale, del calo delle vendite e degli alti costi di gestione. La conseguenza è la difficoltà per molti cittadini di accedere all’informazione.
«I giornali vendono meno, ma il punto politico è chiaro: come scrivono i Vertici della FISC e altri grandi e piccoli Editori, il giornalismo professionale e l’informazione locale sono il principale argine a fake news e deepfake. Costruiscono comunità informando e coinvolgendola nei fatti e nella cronaca – scrive Uncem –. Vanno dunque sostenuti anche grazie a un Piano europeo nel quadro della coesione e del contrasto alle disuguaglianza, alla disparità di diritti. Le edicole fanno parte di questo sostegno a una filiera che parte delle redazioni e arriva al lettore. In mezzo ci sono anelli di professionalità che richiedono investimenti pubblici duraturi e con chiara visione».
L’Italia conta oggi oltre duecento Comuni senza negozi e senza bar. Altri cinquecento sono a rischio desertificazione. È nella risposta alla crisi complessiva del commercio di vicinato che vanno trovate efficaci risposte istituzionali, culturali, operativi alla chiusura delle edicole. Uncem ricorda l’esistenza dell’Articolo 10 della legge 158 del 2017, che promuove un’intesa tra il Governo, Anci, Fieg e rappresentanti delle agenzie di distribuzione perché i quotidiani siano presenti anche nei piccoli Comuni.
La proposta di Uncem verte su questi punti:
Semplificazione delle Autorizzazioni
Ridurre la burocrazia per l'apertura di nuove edicole con una procedura semplificata che permetta di ottenere l’autorizzazione tramite autocertificazione. La creazione di una piattaforma digitale nazionale renderebbe la procedura accessibile e rapida per tutti i Comuni, migliorando il monitoraggio e il supporto per l’apertura di nuovi punti vendita.
Promozione di Centri comunali multiprodotto e multiservizi
Secondo il modello dei “Mille Cafés” francesi, occorre investire risorse pubbliche – anche regionali di FSC e FESR ad esempio – per sostenere la nascita e l’implementazione di centri multiservizio e multiprodotto nei piccoli Comuni. I Comuni, le Comunità montane, le Unioni montane possono riservare spazi di proprietà pubblica, anche all’interno di Municipi e altri edifici di proprietà, affidandoli in gestione a soggetti privati, con canoni calmierati o pressoché nulli
Agevolazioni sui Canoni di Occupazione del Suolo Pubblico
È possibile introdurre nell’articolato una norma che preveda canoni agevolati o esenzioni per l’occupazione del suolo pubblico, specialmente nelle aree montane. La riduzione dei costi fissi potrebbe essere un incentivo determinante per l’apertura di nuovi chioschi o la gestione continuativa delle edicole già presenti.
Riduzione dei Tempi di Approvazione dei Progetti
Introdurre un regolamento che garantisca tempi certi per l'approvazione dei nuovi progetti di apertura, limitando a 30-60 giorni il tempo massimo per il rilascio delle autorizzazioni, con l’istituzione di una conferenza di servizi unica a livello comunale.
Agevolare e favorire la distribuzione dei giornali e delle riviste nelle edicole dei Comuni montani
Affinché non vi siano ritardi e vuoti geografici sui territori, a scapito dei paesi e dei Comuni di minor dimensione, per la consegna dei giornali si torna ad usare, come in passato, la rete di trasporto pubblico, che può consegnare pacchi di materiali nei Comuni raggiunti, partendo da Comuni-snodo della merce. Non si tratterebbe di una novità.
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