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05 Febbraio 2026 - 11:53
Il Piemonte si colloca ai vertici nazionali per l’utilizzo dei fondi europei destinati all’agricoltura, con oltre il 99% delle risorse impiegate e pagate. Un risultato che, secondo l’assessore regionale Paolo Bongioanni, ha permesso di recuperare oltre 58 milioni di euro dalle economie della precedente programmazione del Programma di sviluppo rurale (Psr 2014-2022) e di rimetterli in gioco nella nuova fase.
Le somme, integrate con nuove assegnazioni statali, diventeranno risorse finanziarie aggiuntive per il settore agricolo piemontese all’interno del Complemento di sviluppo rurale (Csr 2023-2027), senza gravare sul bilancio regionale. L’operazione – spiega l’assessore – è stata possibile grazie alla capacità di programmazione e di spesa che ha evitato la perdita di quote di cofinanziamento e consentito di riallocare le economie su nuovi obiettivi.
La dotazione del Csr per l’agricoltura viene così incrementata di 58,7 milioni di euro. Una parte servirà a far scorrere graduatorie già esistenti, ammettendo al finanziamento progetti idonei rimasti finora in lista d’attesa; un’altra parte sarà destinata a nuovi bandi e priorità emergenti.
Tra le voci principali:
18,8 milioni per investimenti nella competitività delle aziende agricole, inclusi sostegni ai giovani agricoltori e interventi per la biosicurezza suina.
6 milioni per un nuovo bando dedicato alla promozione dei prodotti di qualità certificata.
4,6 milioni per filiere corte, sistemi del cibo e mercati locali.
1 milione aggiuntivo per la trasformazione agroalimentare, che porta la dotazione complessiva del bando a 18,6 milioni.
Una quota consistente andrà anche a misure agro-climatico-ambientali, come la gestione sostenibile dei pascoli permanenti, la riduzione delle emissioni e il sostegno agli allevatori custodi dell’agrobiodiversità. Previsti inoltre fondi per formazione, consulenza e informazione in agricoltura, oltre a risorse destinate alle aree interne e ai premi di insediamento per i giovani relativi a domande già ammesse nella vecchia programmazione.
Dal punto di vista tecnico, le modifiche confluiranno nel Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 e saranno trasmesse dal Ministero all’esame della Commissione europea. Entro metà anno le somme potrebbero diventare concretamente disponibili.
In sintesi, una manovra di riallocazione che punta a rafforzare investimenti, filiere e innovazione, sfruttando al massimo le risorse europee già assegnate e non utilizzate nella precedente programmazione.
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