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Rischio valanghe sulle montagne cuneesi e monregalesi: l'Arpa dirama l'allerta

Gli esperti: «Le valanghe possono staccarsi più volte nelle stesse tracce. Neve fresca e neve ventata sono pericolose»

Rischio valanghe sulle montagne di Cuneese e Monregalese: Arpa dirama l'allerta

ARPA Piemonte ha diramato un’allerta gialla per rischio valanghe per la giornata di domani, venerdì 6 febbraio, che interessa in particolare le aree montane del basso Piemonte, con maggiore criticità nel Cuneese e nel Monregalese.

Secondo quanto spiegato dai tecnici dell’Agenzia regionale, la situazione del manto nevoso rimane delicata a causa della combinazione tra neve fresca, vento e rialzo delle temperature. In particolare, la principale fonte di pericolo è rappresentata dalla neve ventata: le recenti nevicate, unite a venti forti provenienti da sud-ovest, hanno favorito la formazione di accumuli instabili che possono distaccarsi con facilità.

Questi accumuli si trovano soprattutto sui pendii ripidi al di sopra del limite del bosco, ma anche in conche, canaloni e dietro i cambi di pendenza, zone dove i punti critici risultano spesso difficili da individuare perché parzialmente innevati. A livello isolato, i distacchi possono raggiungere dimensioni molto grandi.

ARPA segnala inoltre che le valanghe possono coinvolgere diversi strati di neve ventata. Con l’aumento delle temperature e l’irraggiamento solare diurno, non si esclude il verificarsi di valanghe asciutte spontanee, anche di medie e grandi dimensioni.

Tra i segnali tipici di instabilità del manto nevoso vengono indicati i rumori di “whum”, la formazione di fessure al passaggio delle persone e i distacchi spontanei di valanghe, tutti indizi di una struttura debole della neve.

Le autorità raccomandano massima prudenza: le escursioni in ambiente innevato richiedono esperienza nella valutazione del pericolo valanghe e una scelta molto attenta degli itinerari, evitando le zone più esposte. Particolare attenzione è richiesta a escursionisti, sciatori e alpinisti che intendano muoversi nelle aree montane interessate dall’allerta.

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