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Vino, frutta e cereali sempre più richiesti: nasce il marchio del biologico italiano

In Piemonte sono oltre 50 mila gli ettari ad oggi coltivati con metodo biologico

Vino, frutta e cereali sempre più richiesti: nasce il marchio del biologico italiano

Immagine generica, realizzata con l'intelligenza artificiale

Il nuovo marchio del biologico italiano rappresenta un passo decisivo per aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e per valorizzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy, come richiesto da Coldiretti. Lo sottolinea Coldiretti Bio in occasione della intesa raggiunta in conferenza Stato Regioni sul decreto che regolamenta l’uso del marchio del biologico italiano, definendone le condizioni e le modalità.

L’iniziativa arriva in un momento in cui le importazioni di prodotti bio dall’estero continuano a crescere, registrando nel 2024 un aumento del 7,1% rispetto all’anno precedente.

«Si tratta di una novità fortemente sostenuta da Coldiretti, che segna un nuovo capitolo per il settore, sia dal punto di vista comunicativo che commerciale. Il marchio restituisce centralità all’agricoltore, riconoscendone il ruolo di innovatore in una filiera molto importante. In Piemonte sono oltre 50 mila gli ettari ad oggi coltivati con metodo biologico e le produzioni riguardano soprattutto colture da foraggio, prati, cereali, frutta e vite. Molto richiesto a livello internazionale è il vino biologico piemontese.

Sono oltre 3 mila gli operatori certificati biologici tra produttori, trasformatori ed importatori – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale –. In un contesto difficile per le imprese agricole, il biologico è protagonista della transizione ecologica e del rilancio sostenibile dei territori. Il nuovo marchio, che abbiamo fortemente voluto, potrà rappresentare un elemento innovativo per coniugare sostenibilità e origine territoriale che auspichiamo si accompagni a una semplificazione delle norme e a una maggiore garanzia del sistema, in un contesto di importazioni sempre più consistenti dai Paesi terzi».

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