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06 Febbraio 2026 - 15:32
In merito al dibattito in corso sulla nuova legge della montagna e in particolare circa i criteri di classificazione dei Comuni si è registrato un intervento del consigliere regionale PD Mauro Calderoni. Da diverse settimane il tema è caldo, perché l'intenzione è quella di rivedere i criteri in senso restrittivo, cambiando così classificazione a numerosi comuni italiani. Negli scorsi giorni, il Ministero degli Affari regionali ha divulgato una seconda bozza, re includendo diversi Comuni che erano rimasti fuori, ma non ha ancora raccolto piena convinzione da parte della Regione Piemonte.
«Quello che sta accadendo sui nuovi criteri nazionali di classificazione dei comuni montani è semplicemente inaccettabile. Con l’intesa Stato–Regioni prevista dalla cosiddetta legge Calderoli, si sta costruendo una montagna burocratica, fatta di parametri astratti e risultati paradossali, che rischiano di colpire duramente i territori alpini più fragili del Piemonte». Mauro Calderoni, commenta la proposta di criteri che è stata approvata in Conferenza Unificata ieri 5 febbraio 2026. «Secondo questa nuova impostazione, in provincia di Cuneo verrebbero classificati come “montani” anche comuni come Manta, Centallo, Villafalletto, Tarantasca, Salmour, Castelletto Stura, Mondovì e Cuneo. È evidente che siamo di fronte a un’assurdità: si rischia di riconoscere la montanità anche a territori di fondovalle e addirittura di pianura, svuotando completamente di significato la nozione stessa di zona montana».
Il punto è politico, ma anche molto concreto: da questa classificazione dipende infatti l’accesso alle risorse del Fosmit, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. «Se la montagna diventa un’etichetta distribuita a caso — prosegue Calderoni — allora le risorse potrebbero diluirsi e venire sottratte ai veri comuni delle Terre alte: quelli che ogni giorno affrontano spopolamento, isolamento, carenza di servizi e maggiori costi per garantire diritti essenziali. È l’ennesimo colpo ai piccoli paesi delle valli, già penalizzati da anni di tagli e difficoltà strutturali». Per queste ragioni, Calderoni annuncia un’iniziativa immediata in Consiglio regionale: «Presenterò una interrogazione urgente per chiedere alla Giunta piemontese e all’Assessore competente se intendano davvero avallare questa classificazione distorta e quali iniziative vogliano assumere per impedire che, attraverso criteri astratti e discutibili, si rischi di sottrarre risorse fondamentali ai Comuni autenticamente montani del Piemonte». «La montagna non è una formula statistica. È vita reale, comunità, presidio del territorio e merita rispetto e politiche serie, non scorciatoie burocratiche» conclude il consigliere Calderoni.
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