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06 Febbraio 2026 - 18:38
La chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo con il grande affresco del Morgari
Nel cuore del centro storico di Mondovì Breo, piazza San Pietro è il salotto della città, al centro tra la “Contrada lunga” (oggi via S. Agostino), la contrada di “Bagnasole” o “Grande” (via Beccaria) e via Meridiana da p.zza S. Carlo (Cesare Battisti). Incastonata in quello spazio, la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo è uno degli scorci più conosciuti e fotografati di Mondovì. Sulla sua monumentale scalinata (opera di Giuseppe Quadrone) nel 1809 sostò anche un papa, Pio VII, in transito a Mondovì prigioniero di Napoleone. Sopra, la facciata barocca domina la piazza: ad un occhio attento, però, le sue pitture hanno un bisogno urgente di qualche attenzione.
Per fortuna c’è una buona notizia: con la bella stagione partirà il restauro dell’apparato decorativo. Un progetto promosso con tenacia e passione dal prof. Sebastiano Teresio Sordo: «Mondovì ha due grandi simboli, la torre e la chiesa di San Pietro. Chi passa di qui la riconosce subito e la ricorda nel tempo ed è importante che sia curata e valorizzata». Intorno alla spinta del prof. Sordo si sono unite le forze della Diocesi, della Parrocchia con i fondamentali contributi delle Fondazioni bancarie CRC (45 mila euro) e CRT (24 mila euro) a cui si aggiungerà anche un contributo del Ministero dei Beni culturali.
L’intervento si concentrerà sulla parte superiore della facciata, al di sopra del grande cornicione, dove fino al 1900 si apriva una finestra, poi coperta dal grande affresco. Il dipinto si presenta in mediocre stato di conservazione, piuttosto sporco ed abraso dagli agenti atmosferici. Il restauro donerà nuova vita al dipinto realizzato da Luigi Morgari con un soggetto curioso che il tempo ha reso di difficile lettura. Il tema è quello della “La caduta di Simon Mago”, raffigurata su una scalinata con uno scorcio prospettico che sembra voler continuare quella della Chiesa stessa. Nel racconto che si trova negli apocrifi “Atti di Pietro”, Simon Mago volle ascendere verso il cielo nel Foro Romano: con le sue arti magiche riuscì a volare, ma le preghiere di San Pietro e San Paolo annullano l’efficacia della sua magia provocando una rovinosa caduta. Al centro della scena si trovano gli apostoli, ai loro piedi Simon Mago a terra, sulla destra uno stupefatto imperatore Nerone con i suoi soldati, in alto al centro Gesù con la croce simbolo di salvezza, e sullo sfondo altri personaggi ed in lontananza un tempio.
L’affresco è stato oggetto di un precedente intervento, nel 1989, ad opera del pittore monregalese Aurelio Cattò che ha ridipinto alcune porzioni. In questa occasione il primo ordine fu rivoluzionato con l’applicazione delle lastre di marmo bianco alle semi colonne (lesene che nella fase di decorazione del Morgari erano dipinte come quelle del campo superiore). Il restauro, in tre lotti con il nulla osta della Soprintendenza, in sintesi prevede la pulitura del cornicione da muschi verdi e muffe nere, la rimozione delle efflorescenze, la pulitura della superficie pittorica, lavori di stuccatura e di integrazione cromatica. L’ultimo intervento si concentrerà sull’affresco di Sant’Antonio da Padova, alla destra del portale d’ingresso. Qui il problema è la notevole umidità di risalita, indotta da un canale per l’acqua piovana che arriva da Piazza e passa sottoterra in corrispondenza della muratura.
La fase iniziale del lavoro è stata caratterizzata da un’accurata indagine storico-archivistica che ha preceduto la fase del rilievo, l’analisi delle morfologie di degrado, la tipologia degli elementi costitutivi dell’edificio e dei materiali. Secondo il progetto curato dall’arch. Gemma Fulcheri lo scopo dell’intervento è quello di salvaguardare il valore storico del monumento, supportandolo con un recupero conservativo correttamente interpretato. L’avvio dei lavori è previsto per l’inizio di marzo.

Ultimo, ma non per importanza, la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo custodisce anche un altro simbolo di Mondovì e del suo Carlevè che si è avviato in questi giorni: l’automa meccanico del Moro opera dell’artigiano monregalese Matteo Mondino e installato nel 1798. Da allora richiama i monregalesi battendo le ore, ma sotto il suo elegante baldacchino «soffre un po’ di artrosi – scherza ancora il prof. Sordo, evidenziando comunque un problema reale –. Dopo il restauro della facciata spero si possano trovare le risorse per rimettere in sesto anche il Moro e il suo martello».
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