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Il dono che salva le vite non va in letargo: febbraio è il mese del plasma AVIS

Parte la campagna “Fai un dono che si moltiplica” dell'Avis: più frequenza nelle donazioni, piccoli gesti che diventano cure concrete per migliaia di pazienti

Il dono che salva le vite non va in letargo: febbraio è il mese del plasma AVIS

Febbraio accende i riflettori su un gesto semplice ma potentissimo: donare plasma. È ripartita infatti la campagna AVIS “Fai un dono che si moltiplica, la solidarietà non va in letargo”, un invito rivolto ai donatori a non rallentare proprio nel periodo dell’anno in cui, storicamente, le donazioni calano dopo l’intenso afflusso natalizio.

Eppure il bisogno non si ferma mai. I pazienti continuano ad avere necessità degli emoderivati ottenuti dal plasma, farmaci indispensabili per molte terapie salvavita. L’Italia, però, non è ancora autosufficiente e spesso deve ricorrere al mercato estero. Ecco perché ogni singola donazione diventa un tassello fondamentale di una catena di solidarietà che non può permettersi pause.

Il plasma ha inoltre una caratteristica che lo rende ancora più prezioso: può essere donato con maggiore frequenza rispetto al sangue. Mentre tra una donazione di sangue e l’altra devono passare circa 90 giorni per consentire il ripristino delle scorte di ferro, il plasma può essere donato ogni 14 giorni, perché le sue componenti si rigenerano rapidamente. Questo permette ai volontari di contribuire più spesso, senza rinunciare alle tradizionali donazioni di sangue.

Per ringraziare chi sceglierà di mettersi in gioco, AVIS ha previsto un piccolo pensiero simbolico per tutti i donatori di plasma che si presenteranno nei centri durante il mese di febbraio: un gesto semplice per ricordare quanto sia grande il valore di ciò che viene fatto.

Prenotare è facile e veloce:

  • Ospedale di Cuneo: tramite app su servizisanitaricuneo.prenotami.cloud oppure chiamando lo 0171 642291

  • Ospedale di Savigliano: 0172 719265

  • Ospedale di Mondovì: 0174 677183 – 677184

Un quarto d’ora del proprio tempo può trasformarsi in una cura, una speranza, una vita che continua. Perché la solidarietà, quando si moltiplica, non conosce stagioni.

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