Il tessuto produttivo piemontese guarda al 2026 con il freno tirato. Secondo l’indagine sulle aspettative economiche realizzata dall’Area Studi di CNA, il quadro che emerge è segnato da una profonda incertezza, con il comparto manifatturiero tra i più colpiti a livello nazionale. Il dato che più preoccupa riguarda proprio il Piemonte: il 66% delle micro e piccole imprese dichiara di non riuscire a formulare previsioni affidabili, il valore più alto in Italia.
Un segnale chiaro delle difficoltà che investono una regione storicamente orientata all’export e oggi messa alla prova da dazi, tensioni geopolitiche e rallentamento della domanda estera, in particolare dalla Germania. Le aziende, soprattutto quelle che operano sui mercati internazionali, si trovano a navigare a vista, rinviando investimenti e strategie di crescita.
Eppure, accanto a questo scenario critico, emerge anche una possibile via d’uscita. Il turismo continua infatti a mostrare una dinamica positiva: nel 2025 l’Italia ha registrato 479 milioni di presenze, con una crescita del 3% e una spesa complessiva stimata in 185 miliardi di euro, oltre 60 dei quali provenienti da visitatori stranieri. Numeri importanti, che però raccontano anche uno squilibrio: il 75% dei flussi si concentra in appena il 4% del territorio nazionale, lasciando ai margini borghi e aree interne.
Proprio qui, secondo CNA Piemonte, si gioca una parte fondamentale del futuro economico. Borghi, artigianato locale, produzioni tipiche e turismo diffuso rappresentano un potenziale ancora largamente inespresso, capace di intercettare una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche e sostenibili. Oltre l’80% degli italiani riconosce infatti che i piccoli centri potrebbero diventare motori turistici se adeguatamente valorizzati.
In questo contesto assume un ruolo sempre più strategico anche il settore audiovisivo, che attraverso cinema, serie tv e contenuti digitali contribuisce a far conoscere territori meno battuti e a distribuire meglio i flussi di visitatori. Un comparto che coinvolge direttamente molte professionalità artigiane e creative, trasformando la promozione territoriale in una vera opportunità economica.
La sfida, secondo CNA, non è limitarsi a fotografare la paura della manifattura, ma costruire politiche capaci di integrare industria, artigianato, servizi e turismo, rafforzando le filiere locali e creando nuove occasioni di reddito e occupazione. Per il Piemonte, la risposta potrebbe arrivare proprio da ciò che lo rende unico: territori, competenze e identità, trasformati da punto debole a leva di rilancio.
