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Asti in piazza per Zoe: dolore e rabbia diventano voce collettiva contro la violenza

"Non Una di Meno" chiama la città alla riflessione: “Serve un cambio culturale, partendo dall’educazione e dal rispetto”

Asti in piazza per Zoe: dolore e rabbia diventano voce collettiva contro la violenza

Questa sera Asti si sta riunendo in piazza San Secondo per un momento di protesta e consapevolezza dedicato a Zoe Trinchero la giovane 17 vittima di un omicidio. A promuovere l’iniziativa è il collettivo Non Una di Meno Asti, che invita cittadine e cittadini a trasformare lo sgomento e la sofferenza in un’occasione pubblica di confronto sulla violenza di genere.

L’appuntamento ha l’obiettivo di accendere i riflettori non solo sull’episodio che ha scosso la comunità, ma soprattutto sulle radici culturali e sociali che, secondo l’associazione, continuano ad alimentare dinamiche di possesso e sopraffazione all’interno delle relazioni.

Dal movimento arriva un messaggio chiaro: non si tratta di un fatto isolato, ma di un segnale che interroga il modo in cui vengono educati i più giovani e i modelli che la società propone. L’attenzione si concentra sulla necessità di introdurre con maggiore forza percorsi di educazione affettiva, rispetto dei confini personali e responsabilità emotiva fin dall’infanzia.

Per Non Una di Meno, il cambiamento passa da un lavoro profondo e continuativo su cultura, linguaggio e relazioni quotidiane. La manifestazione di Asti vuole così diventare non solo un gesto simbolico, ma un invito concreto a costruire una società capace di prevenire la violenza prima ancora che di condannarla.

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