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Qualità dell'aria, Legambiente ci boccia: «Così non si rispettano gli standard 2030»

«A Mondovì concentrazioni di polveri incompatibili con i limiti 2030, pur trattandosi di una cittadina fuori dai grandi flussi metropolitani»

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«A Mondovì le concentrazioni di polveri sottili, PM10 e PM2,5, risultano incompatibili con i limiti 2030, pur trattandosi di una cittadina fuori dai grandi flussi metropolitani». ha i toni di una bocciatura vera e propria la nota emessa poco fa da  Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta.

La presidente dell'Associazione, Alice De Marco, parla dell'ultimo report "Mal'Aria di città" emesso da Legambiente. Lo stato della Pianura Padana preoccupa l'associazione.

Le cose in Piemonte non vanno bene: Torino è tra le 33 città capoluogo italiane che "mantenendo l'attuale ritmo di riduzione" - secondo Legambiente - "rischiano concretamente di non raggiungere l'obiettivo del PM10" (le polveri sottili) che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2030, con la revisione della Direttiva europea sulla qualità dell'aria.

«Il Piemonte non ha una strategia e non vuole averla»

E per Legambiente la ragione riguarda la mancata pianificazione: «Il quadro che emerge dai dati regionali sulla qualità dell’aria in Piemonte è chiaro e, soprattutto, politicamente significativo: il Piemonte si trova ormai da troppo tempo di fronte a una sfida strutturale, che non può più essere letta come un’emergenza episodica o meteorologica, ma come il risultato di scelte – o non scelte – che hanno inciso per decenni sul modello di mobilità, energia e gestione urbana. Il dato è politico: il Piemonte continua a pagare l’assenza di una strategia forte sulla mobilità pubblica e individuale, sull’elettrificazione della mobilità e dei riscaldamenti e sull’efficientamento degli edifici».

Il caso Mondovì

Queste parole spiegano perché Legambiente individua anche il caso Mondovì fra quelli da segnalare. I report periodici parlavano di pochi sforamenti rispetto ai limiti attuali: ma per Legambiente il problema sta nell'orizzonte, ovvero i limiti che si dovranno rispettare dopo il 2030. Una data che 5-6 anni fa forse appariva lontana... ma oggi è "dietro l'angolo".

«A Mondovì si registrano medie fuori dai limiti previsti per il 2030 nonostante si tratti di una cittadina del cuneese sita ai piedi delle Alpi Marittime ben al di fuori dalle dinamiche della città metropolitana di Torino e da quelle dalla pianura, ci restituisce una fotografia degli effetti delle mancate strategie politiche in materia di mobilità, efficienza energetica del patrimonio edilizio e persistenza di sistemi di riscaldamento ormai obsoleti in termini tecnologici e di combustibile (v. biomasse). I dati registrati nella centralina di Mondovì - Aragno (lungo via Torino ndr) registra medie annuali di PM10 pari a 22 µg/mc, PM2.5 pari a 15 µg/mc e NO2 pari a 22 µg/m».

Ecco i dati di Legambiente, con in evidenza i valori di Mondovì:

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