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Miriana e Mirko tornano in Italia, dopo due settimane tra i malati in Kenya

Il ringraziamento del medico missionario Beppe Gaido ai fratelli infermieri: «Auguro loro ogni bene»

Miriana e Mirko tornano in Italia, dopo due settimane tra i malati in Kenya

Il dottor Gaido a Matiri, con Miriana e Mirko Barberis

Un ringraziamento pubblico, sentito e carico di affetto quello che il medico missionario Beppe Gaido ha voluto dedicare poco fa sui social a Miriana e Mirko Barberis, fratello e sorella infermieri di Magliano Alpi, che hanno trascorso due settimane di volontariato all’ospedale di Matiri, in Kenya, rinunciando alle proprie vacanze di inizio anno.

I due volontari lasciano oggi il Kenya per fare ritorno in Italia, al termine di un’esperienza intensa sia dal punto di vista umano che professionale. Per Miriana, ormai “di casa” a Matiri e profondamente legata al progetto sanitario portato avanti da Gaido, si è trattato della sesta missione in Kenya. Diversa, ma altrettanto significativa, l’esperienza del fratello Mirko, alla sua prima volta: un sogno coltivato a lungo e finalmente realizzato.

Nel suo messaggio di ringraziamento, il medico missionario ha sottolineato il clima di fraternità e collaborazione vissuto durante la loro permanenza:

«Non so come ringraziare i volontari Miriana e Mirko (sorella e fratello) per i giorni stupendi che mi hanno regalato qui a Matiri. Sono stati giorni di fraternità ed amicizia, di stima reciproca e di tanta positività.
Insieme abbiamo lavorato bene».

Gaido ha voluto inoltre evidenziare l’importanza concreta del loro impegno anche fuori dall’ospedale, ricordando la raccolta fondi organizzata con successo a favore della struttura sanitaria:

«Li ringrazio anche per la raccolta fondi organizzata con successo a favore dell’ospedale: quei fondi mi hanno aiutato molto a pagare tanti strumenti e tanto materiale per i malati».

Parole che raccontano non solo il valore professionale dei due infermieri, ma anche il legame umano costruito giorno dopo giorno con il personale locale e con i pazienti. Il messaggio si chiude con un augurio semplice e profondo:

«Auguro loro un buon rientro in Italia, ed ogni bene per la loro vita futura. Grazie di cuore per la vostra amicizia!».

Un’esperienza che lascia il segno e che conferma, ancora una volta, come il volontariato sanitario internazionale sia fatto di competenze, sacrifici, ma soprattutto di relazioni e amicizia.

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