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«Spendiamo soldi "solo per le manifestazioni"? Ma anche no: in tre anni 8 milioni sul welfare»

L'Amministrazione "fa i conti" sugli investimenti sul sociale

In tre anni 8 milioni sul welfare: «E poi dicono che usiamo i soldi solo per le manifestazioni...»

Quanto pesa il costo del welfare a Mondovì? Sommando: servizi sociali, assistenza alle persone fragili, contributi per le famiglie in difficoltà per pagare le tasse o le bollette, assistenza alle autonomie e tutto il comparto "sociale"? Il conto è enorme, complesso, spalmato su mille fronti... ma c'è un totale: 8 milioni di euro, in tre anni.

E il sindaco, nel dirlo, fa anche una considerazione politica: «A Mondovì ci sono certamente "sacche" di disagio e difficoltà difficili da intercettare. Questa non è una "spesa": è un investimento in servizi. È ciò che il Comune, lo Stato, insomma ciò  che il pubblico deve fare. È poco? Si deve migliorare? Può darsi. Ma quando sentiamo dire che "non si mettono soldi sui servizi e li si mette tutti negli eventi"... beh, anche basta».

Un conto complesso, che riguarda mille settori

Per la prima volta la Giunta fa il punto su in intero settore di investimenti pubblici - e forse non a caso in questo momento, a un anno e pochi mesi dalla fine del mandato (e dalle elezioni). Su un settore, il welfare, molto difficile da "mappare". perché tocca le deleghe di tutti gli assessori: ovviamente in primis quelle della Botto ai servizi sociali (si pensi alla cura delle persone in difficoltà, anziani soli, persone fragili, famiglie a basso reddito, donne vittime di violenza...) e quelle della Bertazzoli all'istruzione (il sostegno alle famiglie per le spese di mesa, trasporto eccetera), ma anche i Lavori pubblici (le case popolari), il Bilancio (le agevolazioni fiscali, Irpef, Tari), le Politiche giovanili (progetti di avvicinamento allo sport e contro il disagio).

Fare "la conta" degli interventi è difficile. Le cifre maggiori sono: gli stanziamenti per il CSSM - il Consorzio che si occupa dei servizi sociali -, pari a 1,9 milioni di euro in 3 anni, che vanno a coprire tutta una rete di interventi di assistenza, sostegno e vicinanza; poi l'enorme stanziamento per l'assistenza alle autonomie a carico del Comune, 1,7 milioni di euro e in costante aumento negli ultimi anni; e infine l'investimento fatto con ATC e coi fondi PNRR per le nuove case popolari a Piazza, 1,7 milioni.

Il resto è un dedalo di stanziamenti e progetti: i rimborsi per le tasse Irpef e Tari per i bassi redditi, il sostegno nel pagare le bollette, i contributi per pagare le rette degli asili nidi privati, gli stanziamenti per aiutare le famiglie a pagare la mensa o lo scuolabus, i "cantieri di lavoro" per disoccupati in difficoltà, il progetto "Casa rifiorita" per assicurare una dimora sicura alle donne vittime di violenza (sempre occupata).

Il sindaco: «Questo "conto" è una fotografia dei bisogni della città, forse non così "nota" a tutti. Dietro a questi numeri ci sono persone, difficoltà, emergenze, disagio. A volte, anche vergogna. Immaginiamo che ci soano esigenze che non siamo riusciti a intercettare, così come purtroppo sappiamo che in alcuni casi c'è stato chi... ha approfittato. Il comparto dei servizi sociali è qualcosa di importantissimo per un Comune».

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