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10 Febbraio 2026 - 18:45
Immagine generica, realizzata con l'intelligenza artificiale
È il primo degli appuntamenti con cui ogni anno nel mese di febbraio gli “Amici del Museo Giuseppe Gabetti” di Dogliani aprono la loro ricca stagione culturale fatta di mostre, concerti, convegni, passeggiate autunnali alla scoperta della bellezza del paesaggio e dei beni storico-artistici presenti sul territorio langarolo.
L’idea di riproporre l’atmosfera delle vecchie “vijà” contadine nella suggestiva cornice tardo-medioevale della Bottega del vino Dogliani, negli scantinati di quello che un tempo era un convento carmelitano, attualmente Palazzo comunale, riscosse fin da subito notevole successo, tanto da essere recensita anche sulle pagine di quotidiani nazionali.
Gli “Amici del Museo” intendono riproporla ogni anno nel periodo invernale, ispirandosi all’atmosfera delle vecchie “vijà”, ma con un’impronta prettamente letteraria.
Un tempo, quando ancora non c’erano automobili, né televisione, né social network… la “vijà” rappresentava un momento di socialità, con le famiglie contadine che si radunavano nel tepore delle stalle, al lume di candela o di una lampada a petrolio, sedute su un “balot” di paglia o sdraiate nel “pajun” per trascorrere insieme le lunghe serate invernali: gli uomini riparavano qualche attrezzo e discorrevano coi vicini dei lavori dei campi o delle “ultime” successe in paese mentre le donne sferruzzavano a maglia confezionando “scapin” per tutti i familiari e le nonne si divertivano a spaventare i più piccolini con inquietanti storie di “masche”.
Spesso la padrona di casa a sorpresa giungeva dalla cucina, quasi sempre attigua alla stalla, con un vassoio di “bugie” e non mancava mai un buon bicchiere di vino novello ad allietare e riscaldare gli animi e le serate finivano coralmente intonando canti di Langa accompagnati dal suono di una fisarmonica.
Le colline della “malora” sono ora diventate Patrimonio Unesco; all’atmosfera delle stalle si è sostituita la cornice altrettanto suggestiva ed intima della cantina medioevale dell’ex convento del Carmine: tutto questo accadrà di nuovo in chiave moderna.
L’appuntamento è fissato per SABATO 21 FEBBRAIO, ORE 21, nella Bottega del vino a Dogliani. Numerosi, anche questa volta, gli ospiti della serata in cui saranno letti testi di poeti scomparsi come Mario Dadone, don Giovanni Conterno, Alfonso Cappa, Alessandro Martinengo, Maurizio Fusina…; tra gli autori presenti segnaliamo Beppe Leardi, Meco Boetti (Barbafiore), Renzo Giraudo, Felicina Priola Bonino, Walter Costamagna, che leggeranno i loro testi intervallati da alcuni stacchi musicali del fisarmonicista Walter Sandrone.
L’ingresso è libero. Gli “Amici del Museo” di Dogliani vi aspettano per trascorrere insieme una serata diversa dalle altre, all’insegna della tradizione, per raccontare storie di ieri e di oggi e recuperare antichi valori che purtroppo rischiano di scomparire.
Al termine della serata, come nelle migliori tradizioni, vin brulè e bugie per tutti.

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