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Gioele Dix a ruota libera: il monologo che sfida il tempo (e il pubblico)

Dix a tu per tu con il pubblico: monologo a ruota libera sul tempo che passa, tra umorismo, riferimenti biblici e letterari, ironia

Gioele Dix a ruota libera: il monologo che sfida il tempo (e il pubblico)

È sempre affascinante vedere come un grande professionista affronta la scena sostanzialmente senza nulla. Dal teatro di narrazione alla stand up comedy, dal cabaret al monologo, questo tipo di spettacolo equivale ad affrontare un numero di equilibrismo senza rete. Non tanto per il dimenticare o non dimenticare le battute, che forse può essere la cosa più dissimulabile non avendo partner con cui impostare degli scambi. Il punto è tenere desta l'attenzione del pubblico, non annoiare, "muovere" uno spettacolo che si svolge senza costumi, senza attrezzistica di scena, talvolta senza arredi. Solo l'attore, il suo corpo e la sua parola. Talvolta riesce meglio, talvolta riesce peggio. C'è chi sfrutta una pianificazione maniacale anche delle pause e chi preferisce improvvisare e cercare il "contatto" con il pubblico. Chi segue un filo logico, chi preferisce inanellare battute una in seguito all'altra, come in una lunga partita di ping pong.

"Ai nostri tempi (biblici)" è un monologo fresco e raffinato, sorretto da un umorismo intelligente, retto su qualche "cavallo di battaglia" di Gioele Dix (ci sono le sue barzellette "leasing" con cui aveva furoreggiato a Zelig in passato) e in generale incentrato sulla riflessione sul tempo che passa, da fresco settantenne quale l'artista è. Un monologo nato da un intervento richiestogli in un'occasione specifica come lui stesso racconta al pubblico, nel continuo oscillare di piani tra il realismo e l'elaborazione artistica che caratterizza ogni spettacolo di questo tipo. All'inizio, ad esempio, Dix è presissimo dal cellulare.

Si interrompe spesso per rispondere ai messaggi, caricaturando quella che ormai è una dipendenza che, indiscutibilmente, caratterizza i nostri tempi. La gag, in questo caso evidente, viene effettuata in modo piuttosto naturale, tanto che qualcuno si sarà chiesto se, effettivamente, il nostro avrà avuto qualche messaggio intempestivo da vagliare, anche perchè in qualche modo l'idea si perde nei meandri dell'eloquio di Dix per scomparire da un certo punto in poi.

In generale, l'impressione è che davvero "Ai nostri tempi (biblici)" sia un monologo a ruota libera, una conversazione molto aperta che Dix si concede con il pubblico, fatta di blocchi e di "pezzi" che il nostro sceglie sul momento come incastrare a seconda di come volge la serata. Del resto la lunghissima esperienza del palco dell'artista glielo consente (è attore, regista, drammaturgo, ha ricoperto praticamente tutti i ruoli della scena). Il discorso non fluisce definito e sicuro: viene adottato uno stile apparentemente più spontaneo, da flusso di coscienza, dove l'attore sembra perennemente alla ricerca di parole, dove si lasciano fluire liberamente le frasi, talvolta accennandole, talvolta buttandole lì in modo evocativo ma non sempre conseguente. L'effetto finale è quindi una specie di ruscello verbale a cui abbandonarsi, da seguire piacevolmente e che, nella sua spontaneità, favorisce anche la sorpresa di una battuta ben preparata, di una trovata ben piazzata, tutto impostato intorno ad alcuni brani letterari scelti: alcuni episodi biblici, un brano di Philip Roth e una riflessione sulla morte di Nora Ephron (sceneggiatrice di "Harry ti presento Sally").

Non è facile per l'attore, che per più di un'ora e mezza intrattiene il pubblico sostanzialmente senza interruzioni, ma nemmeno per il pubblico, che alla lunga può risultare un po' estenuato dal ritmo ipnotico dell'eloquio di Dix. Tuttavia il pubblico monregalese ("Il più bello del mondo, come l'ha definito, con l'usuale sincerità del performer della scena) nel complesso ha retto bene ed ha dato segno di divertirsi per tutta la durata della serata. Al termine gli applausi sono stati generosi.

Il prossimo appuntamento della stagione teatrale monregalese, organizzata dal Comune in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo, sarà giovedì 5 marzo: in occasione della festa della donna sarà proposto "Uomini si diventa" con Alessio Boni e Omar Pedrini. Un reading che affronterà il tema del femminicidio e della violenza sulle donne. 

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