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Oggi è il "venerdì dei magnin": gli spazzacamini scendono a valle, dopo un inverno sui tetti

Tradizione di carnevale tra canti, balli e un buon bicchiere di vino. Nelle borgate, le famiglie attendono il loro passaggio

Oggi è il "venerdì dei magnin": gli spazzacamini scendono a valle, dopo un inverno sui tetti

I "Magnin" di Briaglia e Pascomonti, l'anno scorso

In Piemonte, specialmente nel basso Piemonte cuneese, oggi, 13 febbraio, si celebra una delle tradizioni più autentiche e popolari del Carnevale: il “venerdì dei magnin”. Una festa che unisce storia, folklore e comunità, ancora viva e sentita, soprattutto nel Monregalese, dove grandi e piccini, famiglie e amici, si radunano per celebrare un rito che affonda le radici nei rigidi inverni delle nostre montagne.

Vestiti di stracci e vecchi abiti, con il cappello di paglia e la faccia annerita di fuliggine, i magnin percorrono le borgate e le frazioni, cantando, ballando e accompagnati da musiche tradizionali. La loro presenza è un richiamo gioioso e familiare: casa per casa, vengono accolti con sorrisi e generosità. Pane, salame, formaggio, le immancabili risole di Carnevale e un buon bicchiere di Dolcetto vengono offerti ai magnin, in un gesto che mescola ospitalità e riconoscenza.

La tradizione è particolarmente viva nei nostri paesi, da Pascomonti e Briaglia, a Bastia e Cigliè, ma anche a Monastero Vasco, dove ogni anno la comunità si impegna a mantenere vivo questo antico costume. Non si tratta solo di un Carnevale colorato e rumoroso: è un legame con la storia del territorio.

I magnin erano gli spazzacamini: ragazzi che trascorrevano i lunghi e freddi inverni sui tetti delle case per pulire i camini dalla fuliggine. Il venerdì di Carnevale, alle porte della primavera, il loro lavoro era praticamente concluso. Scendevano dai tetti e venivano accolti con riconoscenza, perché il loro compito, faticoso e pericoloso, era stato prezioso per tutta la comunità. Le famiglie offrivano loro cibo e vino, piccoli doni che integravano una paga spesso molto modesta, come segno di gratitudine.

Oggi, quella memoria storica si mescola alla festa: il nero della fuliggine e i cappelli di paglia diventano simbolo di un passato da ricordare e di una gioia condivisa. Il venerdì dei magnin è un’occasione per riscoprire l’identità dei nostri paesi, per ritrovarsi insieme e celebrare la storia semplice e genuina delle comunità.

Nel Monregalese, dunque, oggi è giornata di festa grande: tra canti, balli, risate e profumo di cucina tradizionale, i magnin continuano a camminare tra le case, testimoni viventi di un passato che non vuole essere dimenticato.

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