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14 Febbraio 2026 - 15:39
I Castelli dei tre Comuni aderenti al progetto "Borghi e Castelli lungo la Ferrovia del Tanaro: recupero infrastrutture, rigenerazione culturale e sociale tra storia e paesaggio" – Ormea (capofila), Bagnasco e Nucetto – si configurano quali punti nodali della strategia di rigenerazione culturale e territoriale finanziata nell’ambito della Missione 1, Componente 3, Investimento 2.1 del PNRR.
Le emergenze castellane non assumono rilievo esclusivamente per il loro valore intrinseco di testimonianza storico-architettonica, ma anche per le significative valenze paesaggistiche e panoramiche che le contraddistinguono e, soprattutto, per la capacità di intercettare nuovi flussi turistici e concorrere alla definizione identitaria del territorio di riferimento. In tale prospettiva, gli interventi in corso rappresentano un passaggio determinante nel consolidamento del sistema integrato di fruizione culturale avviato negli anni precedenti.

Nel caso del Castello di Ormea, i fondi PNRR hanno consentito di portare a compimento il processo di messa in sicurezza e di piena fruibilità del sito. Dal 2021, grazie ai fondi comunali, ai contributi del GAL Mongioie – PSL 2014-2020 e ai finanziamenti annuali della Fondazione CRC – Bando Patrimonio, sono stati progressivamente recuperati il percorso originario di accesso all’area fortificata, il torrione sud, oggi punto panoramico di eccellenza sulla città, e il pianoro sommitale, che consente la lettura dell’organizzazione interna dell’antico complesso castellano. Nel 2025 le risorse PNRR sono state destinate alla messa in sicurezza dell’accesso dal parco, in prossimità del torrione nord-est, presumibilmente lesionato dalle mine utilizzate per la distruzione del maniero. È stata realizzata una struttura di protezione in acciaio Corten che, inserendosi tipologicamente e morfologicamente nel sistema delle sovrastrutture già presenti, costituisce al contempo elemento di tutela e segno identificativo del luogo. I portali a doppia lama sorreggono una copertura in lamiera stirata integrata da rete elettrosaldata, mentre sedute in legno di castagno e parapetti in cavi d’acciaio completano l’intervento. La struttura è ammorsata a una platea in conglomerato gettata in opera con finitura superficiale in inerte derivante da Marmo Nero di Ormea lavorato tipo “pisello” e lavato a pressione.

Al Castello di Bagnasco gli interventi finanziati dal PNRR hanno consentito di approfondire in modo significativo la conoscenza dell’organizzazione formale del sito. I primi sondaggi archeologici, avviati in occasione della realizzazione di un percorso panoramico sommitale, avevano già restituito testimonianze inedite utili a delineare una prima ipotesi distributiva degli spazi. Lo scavo sistematico condotto nel tardo autunno ha permesso non solo di confermare tali ipotesi, ma di ampliare il quadro conoscitivo sia in relazione alla struttura muraria sia rispetto all’organizzazione tipologica del complesso, riconducibile allo stato del 1555, anno della deliberata distruzione. Le risultanze degli scavi e i reperti rinvenuti sono attualmente al vaglio della SABAP-AL, che indirizzerà l’entità e le modalità dei primi interventi di valorizzazione. Con le risorse PNRR, in compartecipazione con l’Amministrazione comunale e grazie ai contributi della Fondazione CRC – Bando Patrimonio 2024 e della Fondazione CRT – Bando Restauri e Cantieri Diffusi 2025, sarà avviata una prima campagna di restauri scientifici delle murature e realizzato un percorso sopraelevato in rilevato che consentirà l’attraversamento in sicurezza dell’area di scavo, facilitandone la visibilità e la comprensione attraverso un apparato di pannellistica esplicativa.

Relativamente al Castello di Nucetto, i fondi PNRR prevedono un intervento di particolare rilevanza strutturale e simbolica, finalizzato a consentire l’ascesa alla Torre. Il progetto comprende un insieme coordinato di opere finalizzate alla fruizione integrale della struttura, mediante l’installazione di una scala esterna panoramica in acciaio Corten che consentirà l’accesso dalla quota del piano di campagna fino a circa dieci metri di altezza; da tale livello avrà inizio una scala interna, anch’essa in Corten e ammorsata alle murature perimetrali, che permetterà di raggiungere il piano di copertura, posto a circa ventiquattro metri dalla quota di partenza. La struttura portante delle rampe, i cosciali, i parapetti, i corrimano e i gradini sono progettati in continuità formale con le strutture realizzate negli altri siti, assicurando coerenza linguistica e riconoscibilità al sistema.
L’intervento è completato da opere di rinforzo murario delle porzioni in condizioni critiche, rese possibili grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale e al contributo della Fondazione CRC nell’ambito del Bando Patrimonio 2024.
Tutti i siti risultano accomunati dall’adozione di elementi metallici di egual disegno, concepiti quali segni contemporanei coerenti e riconoscibili, capaci di unire in un unico fil rouge progettuale gli emergenti storici più significativi della valle. Parallelamente, una specifica azione ha consentito il ripristino e la delimitazione dei percorsi di connessione tra i Borghi e i Castelli, favorendo sia l’accessibilità sia la valorizzazione dell’antica rete sentieristica, oggi dotata di cartellonistica identificativa.

Gli interventi sono stati progettati e diretti dal gruppo di progettazione, composto dall’Arch. Claudia Dante, dall’Arch. Maria Stella Odello e dal Geom. Gianluca Salvatico. I sondaggi archeologici, i rilievi e le analisi storiche sono stati condotti da F.T. Studio, con la consulenza del Prof. Lusso e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo.
Il quadro complessivo degli interventi conferma come il PNRR non rappresenti un punto di arrivo, ma una leva strategica per il consolidamento di un sistema territoriale integrato, orientato alla tutela, alla valorizzazione e alla crescita sostenibile dell’Alta Valle Tanaro.

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