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15 Febbraio 2026 - 16:59
Un traguardo di grande rilievo per la ricerca oncologica pediatrica è stato raggiunto grazie al sostegno del Rotary International. Presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino è stato infatti ufficialmente completato e collaudato il potenziamento della Biobanca di ricerca dedicata allo studio dell’osteosarcoma nei bambini e negli adolescenti, una patologia rara e complessa.
L’iniziativa di servizio, intitolata “L’osteosarcoma dei bambini e degli adolescenti: nuovi bersagli terapeutici”, nasce dalla volontà del Comitato InterPaese Italia/Francia, organismo rotariano impegnato a promuovere dialogo e collaborazione tra i due Paesi. Da qui la decisione di realizzare due Service paralleli: uno in Francia, a favore dell’Ospedale Léon Bérard di Lione, già portato a termine, e uno in Italia, a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, oggi completato. Entrambi condividono l’obiettivo di sostenere la ricerca in ambito oncologico.
Il progetto si è concretizzato grazie alla capacità organizzativa e all’impegno economico, nell’anno rotariano 2024/2025, del Distretto 2031 (Nord Piemonte e Valle d’Aosta), dei Distretti francesi 1780 e 1680 e di undici Club italiani e francesi: Valle Mosso (capofila, con un sentito ringraziamento a Fulvio Morezzi per il determinante contributo), Ciriè Valli di Lanzo, Chivasso, Pinerolo, St. Jean de Maurienne, Sant’Andrea Vercelli-Santhia’-Crescentino, Susa Val Susa, Torino Nord, Torino Sabauda, Torino Subalpina e Valsesia.
Grazie al contributo del Rotary è stata completata la dotazione tecnologica della Biobanca, con l’installazione e il collaudo di tutte le apparecchiature previste. Sono stati inoltre ultimati i collaudi dei locali e dei sistemi — linea dell’azoto, sensori e sistema gestionale di allarme — insieme alla validazione dei processi secondo metodiche standardizzate, in conformità ai requisiti necessari per il conseguimento dell’Accreditamento ISO 20387. Una Biobanca rappresenta un’infrastruttura che raccoglie, conserva e rende disponibili campioni biologici in condizioni di sicurezza, favorendo l’individuazione di nuovi bersagli terapeutici e lo sviluppo di cure sempre più personalizzate.
La cerimonia ufficiale di consegna del Service si è svolta nell’Aula Magna universitaria dell’Ospedale Regina Margherita.
In apertura, Felice Invernizzi, Governatore del Distretto 2031, ha sottolineato come il progetto dimostri i risultati che si possono ottenere lavorando insieme, oltrepassando i confini dei singoli Club e persino delle nazioni. Nel suo videomessaggio, Vincenzo Carena, Governatore Distrettuale nell’anno rotariano 2024/2025 e diretto finanziatore del progetto, ha ribadito che il lavoro di squadra rappresenta ormai una dimensione imprescindibile per il Rotary, così come è sempre più consolidata la sua vocazione internazionale. Luigi Viana e Marie France Schoebel, Presidenti italiano e francese del Comitato InterPaese, hanno evidenziato come questa iniziativa costituisca una concreta testimonianza di collaborazione tra due realtà nazionali diverse ma unite da obiettivi comuni.
Il risultato raggiunto al Regina Margherita rappresenta quindi un traguardo significativo, ma anche un punto di partenza verso nuovi obiettivi e ulteriori successi, nonostante un contesto economico-finanziario complesso con cui anche l’azione internazionale del Rotary deve confrontarsi. Questo aspetto è stato sottolineato da Alberto Marcalli e Christian Philippot, Referenti distrettuali italiano e francese della Rotary Foundation. A conclusione degli interventi rotariani, Matilde Vittoz, Governatrice Eletta del Distretto 1780, ha affermato che la giornata ha segnato la costruzione di un ponte di amicizia e collaborazione per il futuro immediato.
Successivamente, la Prof.ssa Franca Fagioli, Direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, introdotta dal Prof. Roberto Rigardetto, Professore Emerito presso lo stesso ospedale, ha ricordato come investire nella ricerca pediatrica significhi investire nel futuro, poiché ogni progresso scientifico può tradursi in anni di vita e di qualità in più per i piccoli pazienti. La Dr.ssa Katia Mareschi, con un intervento tecnico dedicato all’attrezzatura, ne ha illustrato utilizzo, finalità e potenzialità.
Una targa collocata all’ingresso dei laboratori di ricerca non ricorderà soltanto la generosità del Rotary, ma soprattutto la vocazione alla solidarietà e al servizio che caratterizza quotidianamente l’impegno di ogni Rotariano.
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