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17 Febbraio 2026 - 08:25
A dicembre è stato pubblicato per Ristampa edizioni “1925-2025 – Un viaggio lungo cento anni” volume che riassume in sé la vicenda della riscoperta e del restauro della Moto Beccaria. Prototipo monregalese realizzato nell’omonima officina di Mondovì da Giuseppe Beccaria, è stata riscoperta proprio dall’autore del libro, Fiorello Formichetti, anche esaminatore nazionale del registro storico della Federazione Motociclistica Italiana. Formichetti la scova per caso in vendita da un collezionista sul web, presentata come una vecchia moto Ancora. Al suo occhio esperto di profondo conoscitore di moto d’epoca, tuttavia, appare subito che c’è qualcosa che non quadra. Così acquista il pezzo e comincia a lavorarci su per restaurarlo, scoprendo così di essere davanti all’unico esemplare rimasto della moto. È un crescendo di ricerche, parallelamente alle operazioni di ripristino: tutti materiali che hanno trovato infine nella pubblicazione una sintesi finale, fissando su carta la storia di questo mezzo e la documentazione relativa, a disposizione degli appassionati del futuro.
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«Dentro c’è tutto quello che sono riuscito a trovare in questi anni – ci racconta Formichetti – dai documenti alle testimonianze storiche riportate dal nipote del costruttore, Roberto Beccaria, e dal monregalese Giuseppe Airaldi scomparso tra l’altro nel 2025. Ho così avuto modo di ricostruire un po’ tutta la vicenda di questa particolare motocicletta costruita negli anni Venti». Cosa rende così particolare la moto Beccaria a parte la sua rarità e la sua monregalesità? «Si tratta di una moto esteticamente molto bella – dice ancora Formichetti – e che presenta delle cose innovative per l’epoca: ad esempio, montava un primo sistema che potrebbe essere paragonato al nostro Abs, una frenata assistita che consentiva di frenare con entrambe le ruote maneggiando il freno posteriore. Inoltre, presenta una tecnologia, innovativa per l’epoca, che rendeva semplice il cambio delle ruote, senza che ci fosse la necessità di fare altri settaggi indispensabili diversamente. Tutte innovazioni coperte da brevetti. Era anche una delle prime moto italiane con illuminazione elettrica a bobine, mentre le altre montavano i classici fanali a gas a carburo». Il libro è disponibile per l’acquisto: insieme a Luca Gavotto, ex presidente del Motoclub Grandabike, che ha supportato Formichetti nelle sue ricerche, si sta lavorando per un evento di presentazione nel monregalese.
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«Ho scoperto la Beccaria davvero per caso – ci racconta ancora Formichetti – questa moto probabilmente era stata modificata e rielaborata al punto che non era più stata riconosciuta. Avevo intuito quello che poteva essere confrontandola con quanto si trovava sulle pubblicazioni specializzate, ma la conferma definitiva l’ho avuta smontando il serbatoio. Era stato riverniciato e, rimuovendo lo strato di colore sotto sono apparse le scritte con il marchio Beccaria, conferma dell’identità di questa moto. È un pezzo significativo per la mia collezione. Io infatti ho deciso di collezionare i modelli di moto che sono stati un po’ all’avanguardia della tecnologia nei vari decenni, partendo dai primi del Novecento. Mezzi che rappresentano, insomma, il laboratorio per tutte le innovazioni che in seguito hanno segnato il motociclismo. Una collezione che poi presento agli eventi, anche a scopo didattico. Attualmente la mia moto Beccaria, che è siglata con il telaio 25-15 di 22, è l’unico esemplare funzionante».
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